A Roma inaugura il Museo di Scienze Naturali fatto dai bambini (nella scuola dove insegnò il maestro Manzi)
- Postato il 23 gennaio 2026
- Didattica
- Di Artribune
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Musiba è l’acronimo scelto per identificare l’innovativo Museo di Scienze Naturali dei bambini, inaugurato recentemente a Roma all’interno della scuola Fratelli Bandiera di Piazza Ruggero di Sicilia, quartiere Nomentano. Un progetto di cui i bambini in questione sono artefici in prima persona: il museo, ora aperto anche al pubblico esterno che vuole visitarlo (solo su prenotazione, rivolgendosi direttamente alla scuola), è l’evoluzione di un lungimirante laboratorio scolastico promosso da un’insegnante romana – la maestra Titti, come la chiamano i suoi studenti – seguendo l’esempio del più celebre maestro d’Italia.

La storia della scuola Fratelli Bandiera di Roma. Da Alberto Manzi al primo museo fatto dai bambini
Proprio alla scuola Fratelli Bandiera, infatti, Alberto Manzi iniziava nel 1950 la sua carriera da insegnante elementare: nel plesso romano avrebbe mantenuto l’incarico fino alla pensione, diventando però un volto nazionalpopolare, a partire dal 1960, grazie alla conduzione del programma Non è mai troppo tardi, concepito dalla Rai come strumento per il contrasto dell’analfabetismo. Il programma, che riproduceva in tv delle autentiche lezioni di scuola elementare per imparare a leggere e scrivere, ebbe un grande successo per la capacità del maestro Manzi di coinvolgere la “classe”, all’ascolto davanti al piccolo schermo, con un approccio innovativo e partecipato, che gli valse la Croce di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana (al suo impegno si deve anche il Museo Archeologico all’aperto ancora in attività alle porte di Pitigliano, borgo della Maremma toscana di cui Manzi fu sindaco dal 1995 al 1997, quando morì).

L’eredità di Alberto Manzi alla scuola Fratelli Bandiera. Il Museo di Scienze Naturali dei bambini
A Manzi, dunque, è intitolato il nascente Musiba, che mette in pratica il suo approccio pedagogico ed educativo. Per l’Amministrazione capitolina, celebrare Alberto Manzi significa “onorare l’istruzione come strumento di emancipazione culturale e umana, e riconoscere il valore di chi ancora oggi si impegna nella diffusione della conoscenza come leva di cambiamento e inclusione”.
Il museo espone una collezione di oggetti e strumenti didattici pensati per l’insegnamento delle scienze, creati dagli studenti di allora – proprio su impulso di Manzi – e di oggi, proseguendo la tradizione. Accanto, grazie alla collaborazione con l’Università La Sapienza che ha coordinato il progetto curatoriale su proposta del II Municipio, sono presentati reperti naturalistici e installazioni. Tutto integrato in un percorso a misura di bambino – con la possibilità di fruire delle spiegazioni degli studenti coinvolti – ma rivolto anche agli adulti.

La collezione del Musiba
Si spazia così dai tronchi d’albero vecchi 100 milioni di anni agli insetti imbalsamati, alla zanna di un mammut, al modellino del sistema solare ricreato col pongo, al plastico della Terra in cartapesta. La selezione dei lavori si deve a un gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati da Fabrizio Rufo del Dipartimento di Biologia Ambientale con Maria Nicolaci e Stefano Papi. Cinque i macrotemi affrontati nelle diverse sale interattive, nell’ala ristrutturata della scuola romana: l’astronomia, la paleontologia, la geologia, l’evoluzione biologica e la paleoantropologia. Prima, però, una galleria introduttiva racconta la vita e la metodologia pedagogica di Manzi: “In questa scuola” spiega una nota della Sapienza “Manzi ha iniziato e portato avanti un lavoro fondamentale e profondamente innovativo di divulgazione e insegnamento delle scienze per bambini, lasciando il testimone alle maestre che hanno creato negli anni oggetti e strumenti didattici pensati per l’insegnamento di queste discipline. Visto il concretizzarsi del rischio che tutto questo patrimonio andasse perduto, si è deciso di investire nella conservazione della collezione ristrutturando un’ala dell’edificio, oggi non più utilizzata, trasformandola in museo. È stato realizzato così uno spazio per molti aspetti unico nel panorama italiano, in cui la collezione scientifica diventa strumento didattico per chi la costruisce ma anche per chi la fruisce, un percorso a misura di bambino in cui anche gli adulti troveranno ospitalità, poiché la qualità delle opere della collezione è tale da interessare e coinvolgere ogni tipo di pubblico”.
Livia Montagnoli
L’articolo "A Roma inaugura il Museo di Scienze Naturali fatto dai bambini (nella scuola dove insegnò il maestro Manzi)" è apparso per la prima volta su Artribune®.