Acca Larentia, la denuncia di Gioventù nazionale: “Aggrediti a Roma 4 nostri militanti”. La Russa: “È odio politico”
- Postato il 7 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Stavano affiggendo dei manifesti per la commemorazione di Acca Larentia a Roma quando sono stati aggrediti con spranghe e aste da “un gruppo di estrema sinistra“. È quanto denuncia Gioventù Nazionale che parla di una “gravissima aggressione” subita nella notte da quattro militanti dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia.
Secondo quanto riferito dalle vittime, i quattro giovani sono stati aggrediti la notte scorsa nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana, a Roma. A causa delle ferite riportate sono finiti in ospedale. Un’aggressione “ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni”, dichiara Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma. Il tutto sarebbe avvenuto a poche ore dalla commemorazione dedicata ai tre militanti del Fronte della Gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del Movimento sociale italiano. Sul fatto indaga la Digos. “I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larentia”, sottolinea Todde. “Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento – aggiunge – non si è mai contraddistinto per azioni del genere. Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale”.
La vicenda ha provocato la reazione della politica, in particolare degli esponenti di Fratelli d’Italia. A partire dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che sui social ha espresso il suo “sconcerto” per la “vile aggressione”: “Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza”, scrive La Russa. “Queste aggressioni – aggiunge – non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione. A Gioventù Nazionale e ai giovani rimasti feriti va la mia sincera e affettuosa vicinanza, con l’auspicio che i responsabili vengano rapidamente individuati”, conclude.
Di “segnale preoccupante che deve far riflettere” parla il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: “La violenza politica deve essere condannata in ogni caso, da qualsiasi parte provenga. Ma stavolta – aggiunge – non si tratta solo di questo: la spedizione in pieno stile criminale, con tanto di coltelli e ricetrasmittenti per evitare intercettazioni, ci racconta di una precisa strategia, studiata nei dettagli, volta a vietare il ricordo di tre ragazzi trucidati nel 1978″. Bignami si augura anche “che questo episodio venga condannato da tutte le forze politiche”. “Un atto vile, premeditato e organizzato”, lo definisce il presidente dei senatori di Fdi Lucio Malan: “Evidentemente – sottolinea – c’è chi ha la volontà di far ritornare la violenza di quegli anni, intenzione che va unanimemente condannata senza alcuna ambiguità”.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social ma per ricordare l’anniversario di ” una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità”. La premier, con un post sui social, sottolinea che “l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale” e che “anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”.
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