Accordo Ue-Mercosur verso l’applicazione provvisoria. Che cosa prevede per auto, vini, chimica, macchinari e prodotti agricoli

  • Postato il 29 gennaio 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Le proteste degli agricoltori porteranno l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur alla Corte di Giustizia Europea. Ma un gruppo di capitali – a partire da Berlino e Roma – e la Commissione puntano a rendere operativo fin da subito il trattato, grazie all’applicazione provvisoria prevista con il via libera del Consiglio Ue. Al centro della contesa c’è un accordo che vale circa 80 miliardi di euro e per Bruxelles è un esplicito messaggio al resto del mondo di rifiuto del protezionismo e di apertura al commercio.

Le cifre in gioco

Il Mercosur riunisce in un’area di libero scambio Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, i quattro Paesi fondatori, a cui negli ultimi anni si è aggiunta anche la Bolivia, per un mercato che supera i 295 milioni di persone. È l’unico partner commerciale in America Latina con cui l’Ue non ha un accordo commerciale preferenziale, pur essendo il secondo partner commerciale del Mercosur per quanto riguarda gli scambi di merci, dopo la Cina e prima degli Stati Uniti, e rappresentando il 16,9% del suo commercio totale. Il Mercosur, invece, è il decimo partner commerciale dell’Ue. Le aziende dell’Ue hanno esportato verso i quattro paesi fondatori 55 miliardi di euro in beni nel 2024 e 29 miliardi di euro in servizi nel 2023.

I termini dell’accordo

Le economie del Mercosur sono protette da dazi elevati: automobili, abbigliamento e tessile e calzature hanno una tariffa del 35%, vino e alcolici tra il 35 e il 20%, macchinari e ricambi auto tra il 20 e il 14%, prodotti chimici e farmaceutici possono rispettivamente arrivare fino al 18 e al 14%. L’accordo elimina i dazi all’importazione su oltre il 91% delle merci Ue esportate verso il Mercosur. Tra i settori per i quali si prevedono i maggiori incrementi nelle esportazioni dell’Ue verso il Mercosur ci sono i veicoli a motore (20,7 miliardi di euro o +200%), macchinari (5,4 miliardi di euro o +35%) e prodotti chimici (4,8 miliardi di euro o +50%). Oltre ai dazi, le barriere sono anche non tariffarie, come procedure onerose, regolamentazioni e norme tecniche diverse da quelle internazionali. L’accordo prevede la rimozione di queste barriere, eliminando i trattamenti fiscali discriminatori sulle merci importate, facilitando il commercio di servizi e gli scambi per le piccole e medie imprese, fino all’apertura degli appalti pubblici.

Gli effetti sull’economia europea

L’impatto complessivo sull’economia dell’Ue, secondo le stime della Commissione, si avvicinerà a 80 miliardi di euro una volta che l’accordo sarà pienamente attuato: si tratta dello 0,05% del Pil complessivo. La previsione è che il beneficio sarà doppio rispetto a quello del Ceta stipulato con il Canada. Per i vertici europei, l’accordo riveste un’importanza non solo economica ma anche politica. “Invia un segnale forte al mondo – ha dichiarato la Presidente Ursula von der Leyen -. Riflette una scelta chiara e deliberata. Scegliamo il commercio equo anziché i dazi, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, intendiamo offrire benefici reali e tangibili ai nostri cittadini e alle nostre aziende”.

La questione agricola

L’agricoltura rimane uno degli aspetti più sensibili dell’accordo, soprattutto sul fronte europeo, e le misure di tutela previste non hanno convinto gli operatori del settore, che hanno spinto per lo stop al trattato. L’accordo prevede che diversi prodotti agricoli del Mercosur – come carne bovina e suina, pollame, zucchero, miele ed etanolo – saranno soggetti a quote anziché a una piena liberalizzazione, e include un meccanismo di salvaguardia bilaterale che consentirebbe all’Ue di introdurre misure temporanee qualora le importazioni dal Mercosur causino gravi danni ai produttori nazionali. Nei giorni precedenti all’approvazione la Commissione Europea ha inoltre offerto l’accesso anticipato a 45 miliardi di euro di fondi nell’ambito del prossimo bilancio della Politica Agricola Comune, per placare le voci contrarie. Il gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo ha denunciato l’inutilità della misura. “Sarà tanto meno efficace in quanto il Consiglio e la Commissione hanno cancellato l’articolo creato dal Parlamento europeo sulle condizioni di reciprocità. Infine, gli agricoltori non si lasciano ingannare dal pagamento previsto di 45 miliardi di euro nell’ambito della Politica agricola comune, soprattutto perché il bilancio complessivo è stato tagliato del 20 per cento”.

Le opportunità per l’Italia

L’interscambio di beni tra Italia e Mercosur ha raggiunto i 13,4 miliardi di euro nel 2024: 7,4 di export e 6 di import. I beni industriali hanno rappresentato oltre l’81% degli scambi e corrispondono al 94% del nostro export. Verso il Mercosur l’Italia è il primo esportatore dell’Unione Europea nell’agroalimentare, il secondo nei veicoli e mezzi di trasporto, e nei macchinari e prodotti elettrici, il terzo nella plastica e gomma, e negli strumenti ottici e medici, e il quarto nei prodotti chimici e farmaceutici. Il commercio di servizi, invece, ha generato un surplus di circa 1 miliardo di euro nel 2023, con 1,9 miliardi di export. Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri, sempre nel 2023, il Mercosur ha rappresentato il terzo mercato extra Ue, con un valore di 15,1 miliardi di euro.

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