Accuse e difese al processo per i lavori vicino al ghiacciaio del Monte Rosa

  • Postato il 11 marzo 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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MACUGNAGA – Torna in tribunale, a distanza di tre anni, la vicenda dei lavori realizzati nel 2023 nell’area del Belvedere, ai piedi del ghiacciaio sulla parete est del Monte Rosa, nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola.

I lavori sul sentiero scoperti nel 2023

L’inchiesta nasce alla fine di maggio del 2023, quando la Guardia di Finanza individuò lavori in corso senza le autorizzazioni necessarie lungo il tratto iniziale di un sentiero di circa 551 metri, che collega la zona della seggiovia del Belvedere al rifugio Zamboni-Zappa.

Secondo la Procura della Repubblica di Verbania, l’intervento avrebbe comportato la realizzazione di un tracciato viario senza la valutazione d’incidenza ambientale, di norma obbligatoria per la tutela ambientale.

La difesa sostiene invece che si trattasse di lavori urgenti e temporanei, necessari a causa dei movimenti del ghiacciaio che avevano danneggiato la pista di accesso, con l’obiettivo di permettere l’arrivo dei mezzi per la manutenzione.

La decisione del giudice e la ripresa del processo

Nel procedimento è imputato l’ex sindaco di Macugnaga, Alessandro Bonacci, accusato di reati edilizi legati alla realizzazione dell’intervento.

Durante l’udienza predibattimentale di oggi, il Comune di Macugnaga è stato ammesso come parte civile, mentre la Regione Piemonte, indicata tra le parti offese, non si è costituita.

La giudice Beatrice Alesci ha inoltre disposto lo stralcio delle posizioni degli altri quattro imputati – il tecnico comunale Davide Martini, il direttore dei lavori Paolo Ferraris e gli esecutori dei lavori Mara Spagnoli e Massimo Frisa – che saranno giudicati con rito abbreviato in un procedimento separato.

Il processo principale nei confronti di Bonacci riprenderà il 15 giugno davanti alla giudice Marianna Panattoni.

Parallelamente, l’ex sindaco è coinvolto in un secondo procedimento per presunto depistaggio e frode processuale, legato a una delibera comunale del maggio 2023 che la procura ritiene falsa o retrodatata. La prossima udienza è fissata per il 5 maggio.

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Quotidiano Piemontese

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