Addio alle bustine di ketchup e maionese, da quando scatta il divieto UE
- Postato il 22 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Nei prossimi mesi i consumatori europei inizieranno ad assistere a un cambiamento destinato a incidere sulle abitudini quotidiane: le bustine monouso di ketchup, maionese e altri condimenti sono avviate verso l’uscita di scena. Il punto di svolta è fissato al 12 agosto 2026, data in cui diventerà pienamente applicabile in tutti gli Stati membri il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr), entrato in vigore nel febbraio 2025. Non si tratta di un divieto immediato e totale, ma dell’inizio di un percorso che porterà, entro il 2030, alla scomparsa dei formati monodose in plastica per numerosi prodotti.
Da agosto 2026, infatti, il regolamento smetterà di essere solo un testo normativo e inizierà a produrre effetti concreti per le aziende. Scatteranno i primi obblighi, tra cui il divieto di immettere sul mercato imballaggi alimentari contenenti Pfas oltre le soglie consentite. Si tratta di sostanze chimiche utilizzate per rendere impermeabili a grassi e liquidi molte plastiche e carte oleate, comprese quelle delle bustine. Questo significa che i produttori dovranno progressivamente abbandonare materiali più economici ma inquinanti, sostituendoli con alternative più sicure e costose.
Etichette, riciclo e disinvestimento industriale
Un altro aspetto centrale del regolamento riguarda l’etichettatura e il riciclo. Dal 12 agosto 2026 gli imballaggi dovranno riportare indicazioni chiare e armonizzate a livello europeo su come smaltirli correttamente. Le bustine che non rispettano questi standard non potranno essere commercializzate. Per le aziende, questo passaggio segna l’inizio di una fase di profondo ripensamento industriale.
In termini pratici, il 2026 rappresenta il momento in cui smette di essere conveniente investire nella produzione di monodose in plastica. Le imprese sanno che quel formato ha una data di scadenza fissata al 2030 e, di conseguenza, iniziano a dismettere macchinari e linee produttive dedicate. Se una confezionatrice si rompe, difficilmente verrà sostituita. È l’avvio di un disinvestimento graduale che prepara il terreno al divieto definitivo.
Il calendario dei divieti e le alternative future
Il cambiamento più evidente per i consumatori arriverà il 1° gennaio 2030. Da quella data sarà vietato immettere sul mercato imballaggi di plastica monouso per condimenti, salse, zucchero e crema per il caffè nel settore Horeca, oltre ai flaconcini di cosmetici sotto i 50 millilitri negli alberghi e agli imballaggi per frutta e verdura fresca sotto 1,5 chilogrammi. L’obiettivo dell’Unione europea è ridurre i rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030 e del 15% entro il 2040, colpendo soprattutto prodotti difficili da riciclare e facilmente dispersi nell’ambiente.
Al posto delle bustine monodose, il regolamento incentiva l’uso di dispenser ricaricabili, contenitori riutilizzabili e materiali alternativi alla plastica. Entro febbraio 2028, inoltre, bar e ristoranti dovranno consentire l’asporto in contenitori riutilizzabili o portati da casa, senza costi aggiuntivi.
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