Adolfo contro Urso. Una settimana fa bocciava il taglio delle accise (“Inefficace e aiuta i ricchi”), ora festeggia: “Importante, siamo i primi in Ue”
- Postato il 19 marzo 2026
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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La manovra di Draghi, ha continuato, è stata “del tutto inefficace” nel “fermare la spirale inflazionistica, perché nei mesi successivi l’inflazione continuò a crescere fino addirittura al 12,6% nel mese di ottobre, quello che ci avete lasciato”. Peggio ancora, si è trattato di un intervento pesantemente iniquo: “Come rilevato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, il beneficio di quel provvedimento si concentrò soprattutto sui ceti più benestanti, perché le famiglie con maggiori consumi di carburante sono quelle con redditi più elevati”. Come è ovvio, infatti, chi viaggia in Ferrari o anche solo su un’auto di grossa cilindrata consuma più benzina e se lo Stato ne calmiera i prezzi ottiene benefici proporzionali. L’Upb all’epoca aveva calcolato che la riduzione delle accise sui carburanti destinata al 10% più ricco valeva circa il 2,6% delle risorse complessivamente distribuite, contro lo 0,4% andato al 10% più povero.
Di qui l’intenzione, da parte del governo di destra, di muoversi in maniera ben più attenta agli effetti redistributivi: “Stiamo predisponendo misure di compensazione rivolte ai redditi più bassi e di contenimento dei costi per le aziende di autotrasporto, affinché siano effettivamente efficaci”. Le prime bozze del decreto prevedevano in effetti un bonus una tantum di 100 euro riservato ai nuclei con Isee inferiore a 15mila euro, quelli che hanno diritto alla card Dedicata a te. Poi il ripensamento in extremis, la convocazione del cdm per le 19 di mercoledì e il varo del decreto in tempo perché Giorgia Meloni potesse annunciare trionfalmente al Tg1 il taglio delle accise (di 20 centesimi contro i 25 di Draghi) per arginare la cavalcata dei prezzi. Nessuna traccia, nel testo, di misure ad hoc per i nuclei più in difficoltà. E Urso festeggia.
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