“Aggiungi un posto a tavola” compie 50 anni e festeggia a teatro

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Di Panorama
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“After me the deluge”: “Dopo di me il diluvio”. E’ da questo romanzo  umoristico di David Forrest del 1973 che prende spunto, nello stesso anno, una commedia musicale che a distanza di cinquant’anni rimane meravigliosamente attuale. L’8 dicembre 1974 al Teatro Sistina di Roma debuttava, riscuotendo un successo tale da rimanerci per l’intera stagione, “Aggiungi un posto a tavola” – che Pietro Garinei e Sandro Giovannini scrissero con Jaja Fiastri – interpretato da Johnny Dorelli.

In un paesino di montagna, l’allegro Don Silvestro riceve una telefonata che lo coglie totalmente alla sprovvista: la comunicazione arriva proprio da Dio in persona: lo incarica di costruire una nuova Arca, perché ha intenzione di inviare sulla terra un secondo diluvio universale.

La realizzazione delle musiche fu affidata al grande jazzista Armando Trovajoli e il costo dell’allestimento fu di oltre 250 milioni, costo altissimo per l’epoca, ma le scenografie e le scene della costruzione dell’arca e del diluvio, li valsero tutti.

L’8 dicembre 2024, al Teatro Brancaccio di Roma viene presentata una nuova edizione di Aggiungi un posto a tavola, tutt’ora in tour per la stagione teatrale 2025-2026. Dal 5 al 22 febbraio sarà in scena al Teatro Nazionale di Milano per poi toccare Firenze, Cosenza e Bari.

In questa edizione la regia è affidata a Marco Simeoli, che dopo oltre  800 repliche interpretando i ruoli di Toto e poi del Sindaco, che manterrà anche qui, passa con emozione alla regia. Nel ruolo del protagonista Don Silvestro, invece, l’attore Giovanni Scifoni che racconta: “Un desiderio che diviene realtà! Mio padre mi fece vedere Aggiungi un posto a tavola in televisione quando avevo 6 anni, mi ricordo ogni gesto. Sono entusiasta e terrorizzato; non vedo l’ora di dare il mangime alla colomba”.

Nel ruolo di Consolazione ci sarà Lorella Cuccarini e  per “La voce di lassù”, verrà mantenuta in suo onore, quella di Enzo Garinei interpretata per quattro stagioni.

L’arca verrà costruita, ma per una serie di circostanze i compaesani non saliranno: Don Silvestro decide allora di non abbandonarli. A quel punto, Dio interrompe il diluvio e si unisce alla festa che, conseguentemente, viene organizzata. Perché il posto a tavola che viene aggiunto, è proprio per Lui.

Autore
Panorama

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