Ahi Berrettini, Nava lo elimina subito a Santiago: la terra cilena respinge i buoni propositi del romano

  • Postato il 24 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 17 Visualizzazioni

Ha detto di essere andato a giocare sulla terra di Santiago per divertirsi, ma Matteo Berrettini forse non aveva fatto i conti con Emilio Nava. Che al debutto sulla rosso della capitale cilena ha pensato bene di estrometterlo subito dalla corsa, facendosi bastare un break per set e chiudendo la pratica in un’ora e mezzo. Il 6-3 6-4 finale pesa sull’animo e nella testa di Berrettini, che dopo le buone sensazioni mandate a referto a Rio ha subito visto ricacciato indietro il proposito di fare strada anche nell’ultimo torneo sudamericano del suo programma di febbraio (aveva giocato anche a Buenos Aires). In vista dei primi Masters 1000 della stagione (peraltro da giocare sul cemento), non certo il segnale migliore.

Nava chirurgico con la prima: Berrettini stecca i punti chiave

Era il primo incrocio assoluto quello che al BCI Seguros Chile Open metteva di fronte lo statunitense (attuale 79 del mondo, ma già accreditato di un nuovo best ranking dopo il debutto vittorioso) e un Berrettini che arrivava dalla sconfitta con polemiche contro Buse a Rio de Janeiro.

Come da previsione, la sfida si è rivelata assai equilibrata, con Nava che ha fatto la differenza riuscendo a ottenere l’84% di punti con la prima di servizio, messa in campo però soltanto nel 60% dei casi (contro il 74% del romano, che però ha convertito appena il 73% di prime). Alla fine sono stati pochi ma significativi i passaggi che hanno determinato la vittoria dell’americano, che nel primo set è partito forte, conquistando il break nel secondo gioco sfruttando la seconda delle due palle procurate (la prima, sul 15-40, Berrettini l’aveva annullata con una prima vincente) e poi tenendo il servizio a zero.

A fatica Matteo ha risalito la corrente, costringendo il rivale ai vantaggi nel quinto gioco e poi dilapidando l’occasione della vita nel nono game, quando Nava ha dovuto fronteggiare due palle break consecutive, entrambe salvate grazie all’efficacia della prima di servizio, prima di chiudere alla seconda palla set.

Un occhio di falco “nemico” e se ne va anche il secondo set

Nel secondo parziale i servizi dominano senza indugio, con Berrettini che nel sesto gioco si ritrova anche a chiamare il supervisor dopo una chiamata al limite dell’occhio di falco su un ace di seconda di Nava. Che approfitta nel settimo game di un altro calo del romano, che cede la battuta dopo aver salvato una prima palla break, ma non la seconda (risposta troppo profonda sulla seconda e tanti saluti).

Due game tenuti a 30 conducono Nava a un successo che vale, figlio anche delle tre palle break annullate che hanno intorpidito l’azione di Berrettini, condannandolo a un’eliminazione che fa male e che alimenta qualche dubbio in vista dei prossimi appuntamenti sul cemento americano.

[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/atptour/status/2026384114257899926" profile_id="atptour" tweet_id="2026384114257899926"/]

La scelta di Matteo: “In Sudamerica perché si respira passione”

Proprio alla vigilia della sfida con Nava, Matteo aveva voluto far capire una volta di più ai giornalisti che lo hanno incalzato sull’argomento perché avesse deciso di giocare sulla terra sudamericana, anziché andare a preparare i tornei sul cemento americano in vista del Sunshine Double.

“Adesso voglio sinceramente godermi il tennis, perché ho avuto tanti infortuni e perché ha 30 anni è giusto dedicare del tempo per cercare di tornare al livello che avevo un tempo. A Rio vive una parte della mia famiglia, e qui in Sudamerica è bellissimo giocare perché c’è tanto calore e c’è anche il caldo che a me piace, non opprimente come da altre parti, ma piuttosto un caldo gradevole.

So che l’ATP sta pensando di declassare i tornei sulla terra sudamericana, ma mi auguro che non vengano mai meno questi appuntamenti perché qui le persone provano sentimento ed emozione per il nostro sport e ci sono tanti tennisti di valore sparsi nel continente. Vedere tanta gente sugli spalti è sempre bello e anche a Santiago so che sarà così”. Purtroppo per lui, però, il bagno di folla cileno è durato lo spazio di una novantina di minuti appena.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti