Ai musei di Nervi inaugurate le “quiet room” per rilassarsi, arriveranno in tutti i poli genovesi
- Postato il 24 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Alla Galleria d’Arte Moderna e al Museo Raccolte Frugone di Nervi – tra i primi casi in Italia dopo il Museo Egizio di Torino e il Museo delle Scienze di Trento – sbarcano le quiet rooms, ossia stanze del silenzio, spazi dedicati alla decompressione sensoriale e alla calma, per rispondere anche alle esigenze delle persone più fragili, favorendo una partecipazione attiva e una fruizione consapevole.
Le due nuove quiet rooms sono state concepite come vere e proprie “stanze di quiete”: luce soffusa, cromie rilassanti, pochi dipinti selezionati e la possibilità di dedicare tempo e attenzione a ciascuna opera, favorendo un’esperienza lenta, consapevole e rigenerante. Non solo luoghi di esposizione, ma spazi di benessere mentale e inclusione, che trasformano il museo in un ambiente capace di accogliere la diversità e offrire a tutti una pausa rigenerante dalla frenesia quotidiana. Quella della Gam ospita su una parete le opere di Rubaldo Merello, quadri in cui predominano le tinte blu (rilassanti per definizione) in armonia col paesaggio marino che si scorge dalle finestre.
“Con l’apertura delle quiet rooms al Polo di Nervi – commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – facciamo un passo concreto verso un’idea di museo sempre più inclusiva e attenta alle esigenze di ciascuno. È di pochi giorni fa l’agreement tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute, che riconosce ai musei e alla cultura un ruolo dirimente nella cura, anche fisica, delle persone: riservare uno spazio di quiete, connotato anche artisticamente, nel percorso di visita ed espositivo significa prendere atto di questo principio importante, che mette la cultura al centro del benessere della società. Vogliamo che i nostri spazi culturali siano realmente accessibili, non solo dal punto di vista fisico, ma anche sensoriale ed emotivo. Offrire ambienti dedicati alla decompressione significa riconoscere la diversità come valore e garantire a tutti la possibilità di vivere un’esperienza culturale piena, serena e consapevole”.
“Questo progetto non si fermerà a Nervi ma arriverà in tutti i poli museali cittadini – annuncia Montanari -. Ovviamente sarà un lavoro un po’ lungo perché richiede una sinergia con la Soprintendenza, ma è un primo passo per far diventare i musei una casa di tutti”.
Il progetto vale poco meno di 10mila euro, finanziati nell’ambito del protocollo quadro firmato dal Comune e da Compagnia di San Paolo a importo totale di 250mila euro, fondi a sostegno degli interventi di miglioramento dell’accessibilità della Biblioteca Berio, del Museo Chiossone e della Galleria d’Arte Moderna.
“I musei sono luoghi di incontro e conoscenza che possono e devono saper accogliere tutte le persone, offrendo a ciascuno la possibilità di vivere l’arte secondo i propri tempi e le proprie sensibilità – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – le quiet rooms rappresentano un passo concreto nella direzione di una cultura sempre più inclusiva e accessibile, capace di tenere conto delle diverse sensibilità e dei bisogni di visitatrici e visitatori. Offrire spazi pensati per la decompressione sensoriale significa rendere i musei luoghi in cui bellezza e conoscenza diventano davvero un patrimonio a disposizione di tutti”.
Il progetto si inserisce nelle linee guida nazionali e internazionali per l’accessibilità culturale e si ispira al modello anglosassone Room to Breathe. Alla presentazione di questa mattina erano presenti anche le assessore al Welfare, Cristina Lodi, e alle Pari opportunità, Rita Bruzzone.