Al referendum sulla giustizia vince il No con quasi 7 punti sopra, cosa succede ora
- Postato il 23 marzo 2026
- Politica
- Di Blitz
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Il No ha vinto il referendum sulla giustizia. Gli italiani, chiamati alle urne il 22 e 23 marzo 2026, hanno respinto la riforma costituzionale approvata in Parlamento a ottobre 2025 con uno scarto di quasi sette punti (No al 53,74%, Sì al 46,26%).
La bocciatura conferma l’attuale assetto della magistratura italiana. I cambiamenti che erano stati approvati in parlamento non verranno attuati: non ci sarà la separazione delle carriere, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura per le due carriere e non ci sarà l’Alta corte disciplinare (sarebbe stato l’unico paese democratico al mondo ad averla ndr) né i nuovi criteri di selezione dei componenti degli organi di autogoverno che sarebbero stati in parte per sorteggio.
Secondo i comitato del No, votando Sì si sarebbe portato avanti il disegno complessivo avviato con la legge Nordio che aveva tra le altre cose la volontà di ridisegnare sia il controllo della polizia giudiziaria, sia il sistema di scelta dei reati da perseguire.
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