Alla guida della Corte d’Appello di Catania Antonino Liberto Porracciolo
- Postato il 9 marzo 2026
- Società
- Di Paese Italia Press
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Catania ha accolto il nuovo presidente della Corte d’Appello con una cerimonia solenne e partecipata, che ha riunito nell’Aula delle Adunanze del Palazzo di Giustizia magistrati, rappresentanti dell’avvocatura, autorità civili, religiose e militari, insieme a numerose personalità del mondo istituzionale e accademico del territorio. Lo scorso 28 febbraio 2026, Antonino Liberto Porracciolo ha assunto ufficialmente la guida del distretto giudiziario etneo, subentrando al presidente Filippo Pennisi, giunto al termine del proprio mandato.
L’immissione in possesso del nuovo presidente della Corte d’Appello di Catania
L’evento ha rappresentato non soltanto un passaggio istituzionale, ma anche un momento simbolico per l’intero distretto, che comprende le province di Catania, Siracusa, Ragusa e Caltagirone. In un contesto caratterizzato da profondi mutamenti sociali e da nuove sfide per l’amministrazione della giustizia, l’insediamento del nuovo presidente assume il valore di una continuità istituzionale fondata sul dialogo e sulla collaborazione tra le diverse componenti del sistema giudiziario.
La presentazione e gli auspici del presidente facente funzioni della Corte d’Appello, Giovanni Di Pietro

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente facente funzioni della Corte d’Appello, Giovanni Di Pietro, che ha introdotto l’incontro con parole dense di significato umano e professionale. Con un riferimento suggestivo – «si fanno giri immensi e poi si ritorna» – Di Pietro ha evocato il percorso personale e professionale di Porracciolo, nato a Catania ma formatosi e affermatosi per lungo tempo lontano dal distretto etneo.
Il nuovo presidente, infatti, ha svolto gran parte della propria carriera nel distretto di Caltanissetta, dove ha operato dapprima come pretore e successivamente come giudice, maturando un’importante esperienza nella giurisdizione penale e civile. In seguito, ha ricoperto il ruolo di presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Palermo, prima di essere chiamato dal Consiglio Superiore della Magistratura a guidare la Corte d’Appello di Catania.
L’intervento del subentrante presidente della Corte d’Appello di Catania Antonio Liberto Porracciolo
Nel suo intervento, Porracciolo ha espresso innanzitutto un sentimento di profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per la presenza delle numerose autorità intervenute. «Catania – ha affermato – ha una tradizione di presidenti di Corte d’Appello di eccellente livello. Questo significa poter contare su una struttura amministrativa e giudiziaria solida, sostenuta dalla professionalità dei magistrati e dall’impegno di tutto il personale».

Parole che hanno voluto rendere omaggio al lavoro svolto negli anni precedenti, riconoscendo il contributo di chi ha guidato l’ufficio prima di lui e di quanti quotidianamente operano all’interno del distretto giudiziario.
Nel delineare le prospettive del proprio mandato, il nuovo presidente ha sottolineato come la giustizia catanese presenti indicatori incoraggianti in termini di efficienza, soprattutto nel settore civile, dove il livello delle “pendenze ultrabiennali” – parametro utilizzato per valutare l’arretrato patologico – risulta relativamente contenuto rispetto ad altri contesti nazionali. Un risultato che, ha ricordato, è frutto dell’impegno costante dei magistrati e della capacità organizzativa degli uffici.
Accanto agli aspetti organizzativi, Porracciolo ha posto al centro della sua riflessione il valore del dialogo tra le componenti della giurisdizione, richiamando il ruolo fondamentale della collaborazione tra magistratura e avvocatura. Un rapporto che, secondo il nuovo presidente, rappresenta uno dei presupposti essenziali per garantire un servizio di giustizia efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini.
Nel suo intervento non è mancato uno sguardo alle trasformazioni tecnologiche che stanno attraversando il sistema giudiziario. Il riferimento è alla progressiva digitalizzazione dei processi e alle nuove prospettive aperte dall’intelligenza artificiale, strumenti che possono contribuire a migliorare l’efficienza del sistema ma che non devono far perdere di vista la dimensione umana della giustizia.
A questo proposito Porracciolo ha richiamato una celebre riflessione del giurista Piero Calamandrei, secondo cui «guardarsi negli occhi» rappresenta una delle esperienze fondamentali della relazione umana. Un principio che conserva intatta la propria attualità anche nell’epoca delle tecnologie avanzate, ricordando come l’esercizio della giurisdizione non possa mai prescindere dall’ascolto e dalla comprensione delle persone coinvolte.
Parole di apprezzamento sono giunte anche dal procuratore generale Carmelo Zuccaro, che ha ricordato il rigore professionale e il senso di responsabilità che da sempre contraddistinguono Porracciolo, chiamato ora a guidare un distretto complesso, segnato da contraddizioni sociali ma anche da grandi potenzialità.
Analogo augurio di buon lavoro è stato espresso dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, Antonino Guido Distefano, che ha assicurato la piena collaborazione dell’avvocatura del distretto, sottolineando come la capacità di ascolto e il rispetto reciproco rappresentino le basi per un rapporto istituzionale equilibrato e costruttivo.
Il messaggio d’augurio dell’arcivescovo metropolita di Catania, mons. Luigi Renna
L’arcivescovo metropolita di Catania, mons. Luigi Renna, ha affidato a una breve dichiarazione un pensiero rivolto in particolare ai detenuti, richiamando la necessità di uno sguardo profondamente umano verso chi vive la condizione della reclusione. Nel manifestare la propria stima per l’alto compito affidato alla magistratura, mons. Renna ha ricordato come l’esercizio dell’autorità non debba mai separarsi dal rispetto della dignità della persona e da solidi riferimenti culturali, capaci di restituire alle parole e alle istituzioni il loro significato più autentico.
Conclusione

L’insediamento del nuovo presidente segna, dunque, l’avvio di una nuova stagione per la Corte d’Appello di Catania, chiamata a confrontarsi con le trasformazioni della società e con le esigenze di una giustizia sempre più efficiente, accessibile e vicina ai cittadini.
Nel concludere il proprio intervento, Porracciolo ha richiamato proprio questa dimensione di responsabilità, ricordando come la giurisdizione non sia soltanto esercizio di potere, ma soprattutto servizio alla comunità. Una funzione che richiede equilibrio, studio, senso delle istituzioni e capacità di ascolto.
È con questo spirito che si apre il nuovo mandato alla guida della Corte d’Appello etnea, nel segno di una giustizia che continui a essere presidio di legalità e punto di riferimento per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Luisa Trovato
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