All'UAE Tour manca Pogacar e l'Italia banchetta: Tiberi leader, Milan vince allo sprint e suo fratello arriva terzo

  • Postato il 19 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Gonfiamoci un po’ il petto: erano anni che il ciclismo italiano non batteva cassa ad alto livello, con Antonio Tiberi saldamente al comando dell’UAE Tour e Jonathan Milan che festeggia il ritorno alla vittoria nella quarta frazione, dopo che nella prima una caduta l’aveva estromesso dalla contesa ai meno 1.500 metri dall’arrivo. Stavolta il velocista della Lidl Trek non ha sbagliato nulla, con i compagni bravi ad andare a riprendere la fuga di giornata ad appena 250 metri dall’arrivo e ancor più a pilotarlo sul lungo vialone che ha accompagnato il plotone verso il traguardo di Fujairah. Con la sorpresa di vedere il fratello minore Matteo salito a sorpresa sul podio, il primo di sempre a livello professionistico.

La rivincita di Milan: “Volata complessa, temevo che la fuga…”

Ci teneva Jonathan Milan a ribadire che lui in volata non teme alcun rivale. E lo sprint nella Palms Sports Stage ha ribadito al mondo intero che la sua forma è davvero notevole: la caduta nella quale è rimasto coinvolto nella prima tappa non ha lasciato il segno come temuto, e sulla via che conduce alla Sanremo (manca un mese ormai) il friulano può dire davvero di essere sulla strada giusta.

“Onestamente ho temuto che la fuga andasse in porto, anche perché c’erano ottimi corridori dentro. La squadra ha fatto un lavoro super sia nel tenerli sotto controllo, sia nell’andarli a riprendere nelle battute conclusive. La volata però è stata stressante, perché è partita lunghissima e in questi casi si rischia di subire sempre un effetto lavatrice, ma alla fine tutto è filato per il verso giusto”.

La felicità però è doppia pensando al podio condiviso col fratellino Matteo. “Sapevo che poteva far bene. Quando mi ha detto che aveva fatto terzo ho tirato un sospiro di sollievo, perché se mi avesse battuto sai quante me ne avrebbero dette… magari un giorno succederà e sarò comunque felicissimo per lui. E penso che questo podio a livello World Tour in qualche modo è un premio a tutto il lavoro che ha sempre fatto”.

Tiberi sogna lo sgambetto alla UAE: “Per ora va tutto bene”

La vittoria di Milan da un lato, la maglia rossa saldamente sulle spalle di Antonio Tiberi dall’altra. Una faccia bella e (in parte) inedita del ciclismo italiano in una corsa che annovera assi del calibro di Evenepoel (sin qui non pervenuto, soprattutto in salita) e Isaac Del Toro, che ha il gravoso compito di non far rimpiangere l’altro capitano, quel Tadej Pogacar che ha deciso di saltare la gara di casa dell’UAE Team Emirates XRG, che pure nel deserto degli Emirati Arabi non ne vuol sapere di vedere altri far festa in maglia rossa.

Tiberi però rischia di rivelarsi l’imprevisto che rimescola completamente le carte. “Sono felice di ciò che sto facendo e di come stiamo gestendo la corsa con la squadra”, ha detto il capitano della Bahrain Victorious. “Ci tenevo a tenere la maglia dopo averla conquistata nella terza tappa e ora posso pensare a come fare per tenerla ancora per un altro giorno, senza guardare troppo più in là. Sono felice anche che abbia vinto Milan, perché noi italiani non siamo tantissimi nel circuito World Tour e quando c’è da festeggiare una vittoria è bello farlo, a prescindere dal colore della maglia che uno indossa”.

Tiberi mantiene così i 21 secondi di vantaggio su Del Toro e il minuto spaccato su Tejada (Evenepoel è a 1’44”). Nella quarta tappa, Milan s’è imposto su Ethan Vernon (NSN Cycling) e Matteo Milan (Groupama FDK United), con Matteo Malucelli ancora una volta piazzato in top ten (sesto). Domani altra frazione dedicata alle ruote veloci, con Milan che punta deciso al bis, poi sabato si salirà a Jebel Hafeet, tradizionale arrivo in salita che di solito ha sempre deciso le sorti della corsa emiratina, che si concluderà ad Abu Dhabi domenica con un altro scontatissimo sprint.

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Virgilio.it

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