Almasri, chiusa l’indagine sulla “zarina” Bartolozzi. Nordio “perplesso” e un referendum in mezzo
- Postato il 27 febbraio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Viene ricevuta dalla maggioranza di governo come una provocazione e un’ingerenza sulla campagna referendaria la chiusura dell’inchiesta sul caso Almasri, che vede indagata la capo di Gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, accusata formalmente di aver mentito sulla ricostruzione della vicenda (il controverso personaggio libico – un trafficante di uomini e torturatore riconosciuto – fu prima arrestato, poi rilasciato, quindi accompagnato in Libia con aereo di Stato).
Per Bartolozzi il reato di false comunicazioni ai pm
A intervenire a strettissimo giro è il Guardasigilli Carlo Nordio, che sottolinea la sua “perplessità” in merito alla tempistica dell’iniziativa dei magistrati. Il ministro esprime “la massima e incondizionata fiducia” sull’operato della sua capa di gabinetto. E assicura: “continuerà con ancora maggiore motivazione ad affiancare la mia opera di riforma”.

Il procedimento è coordinato dal procuratore capo, Francesco Lo Voi, e dai sostituti Giulia Guccione e Barbara Trotta.
L’iscrizione nel registro degli indagati del capo di gabinetto di via Arenula (qualche titolo di giornale si spinge a descriverla come la “zarina” di Via Arenula) era stato formalizzato il 12 agosto scorso dopo l’invio degli atti da parte del tribunali di ministri che ravvisava per Bartolozzi il reato di false comunicazioni ai pm.
L’alto dirigente, magistrato fuori ruolo, era stata ascoltata sul caso Almasri dai giudici del tribunale ministeriale.
Da Palazzo Chigi non filtra nessuna reazione. Ma i dubbi di Nordio, tra le file dei partiti di centrodestra, diventano “sospetti” su una notifica che giunge nel pieno della corsa verso il referendum. Il viceministro azzurro Francesco Paolo Sisto parla di “clima avvelenato”.
Forza Italia: “Tempistica inquietante”
“Dalla campagna referendaria nelle Procure, alle Procure nella campagna referendaria”, attacca Enrico Costa di Forza Italia. “Tempistica inquietante”, incalza la sottosegretaria Matilde Siracusano.
In attesa della battaglia in Parlamento, lo scontro è già aperto. Con le opposizioni che vanno al contrattacco puntando il dito verso le affermazioni di Nordio.
Per il Pd, “rappresentano l’ennesimo grave attacco e tentativo di ingerenza nei confronti della magistratura”. Da qui la stilettata in chiave referendaria. “I giudici devono essere liberi e autonomi dal potere politico e il governo non può pretendere che sia altrimenti, anche per questo votiamo no”, è l’offensiva di Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia a Montecitorio.
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