Ampliamento ristorante del Righi, verso revisione del progetto. Indagine della procura, cittadini sulle barricate: “Chi paga i danni?”

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 1 Visualizzazioni
Cabina elettrica al Righi, alberi pericolanti e area transennata

Genova. Lavori fermi, opere in difformità, danni agli alberi, servizio pubblico sospeso e tante “zone d’ombra” che rendono il tutto un garbuglio burocratico di difficile soluzione. Il tutto condito da una indagine della procura genovese che sta vagliando le carte di questo dossier. Stiamo parlando del progetto di ampliamento del ristorante Montallegro del Righi, finito nell’occhio del ciclone a causa del danno creato dalla costruzione della cabina elettrica supplettiva che ha danneggiato le radici di una decina di alberi tutelati del Parco delle Mura. Un progetto che ieri pomeriggio è stato il tema di una commissione fiume del Municipio I Centro Est, tenutasi – aperta al pubblico – presso i locali del Club dei Cacciatori di Castellaccio.

Presenti, oltre ai consiglieri municipali, l’assessore all’urbanista Francesca Coppola e l’assessore al trasporto pubblico Emilio Robotti, che hanno aggiornato i presenti su cosa sta succedendo. O meglio, cosa al momento non sta succedendo. I lavori, infatti, sono fermi, e solamente ieri i tecnici dei committenti del progetto hanno fatto un sopralluogo per capire le modalità del ripristino richiesto dalla civica amministrazione: “Ci sono due strade: o la messa in sicurezza delle alberature o l’abbattimento – precisa Coppola – In ogni caso qualsiasi danno al patrimonio pubblico che dovrà poi essere quantificato e risarcito”. “Noi abbiamo richiesto il ripristino dei luoghi – ha poi precisato – C’è un procedimento penale in corso e certi passaggi devono essere rispettati”. La priorità dell’amministrazione civica è quella di trovare un modo per ripristinare la linea di Amt: “Serve necessariamente la messa in sicurezza per il passaggio dei bus – ha aggiunto Robotti – stiamo continuando a vagliare eventuali alternative”.

Ancora più complicato il “fascicolo” della cabina elettrica. Secondo quanto emerso dallo studio delle carte, al momento non sarebbe stato chiarito e quantificato l’uso pubblico di questa nuova dotazione. Come spiegato dall’amministrazione, infatti, per la costruzione di un manufatto del genere su suolo pubblico è necessario che ci sia anche parzialmente una necessità pubblica. “Il ristorante ha chiesto maggiore energia ad Enel, Enel ha risposto che in base al progetto serviva una nuova cabina da 30 metri quadrati e che, come prassi, l’avrebbe dovuta costruire a sue spese – ha ricordato Coppola – il posizionamento è stato determinato con la soprintendenza, con la procedura del ’silenzio assenso’, previsto dalla legge”. Oggi la sua costruzione è ferma e potrebbe essere rivista. Secondo quanto emerso dalla commissione, infatti, i proprietari del ristorante starebbero valutando una revisione del progetto, in riduzione, con quindi un minor fabbisogno energetico. E quindi con una cabina elettrica per lo meno dimezzata. “Ma ad oggi, nonostante le numerose richieste fatte dall’amministrazione civica ad Enel non abbiamo un carta protocollata in cui viene motivato e certificato, scritto nero su bianco, questo uso pubblico che di fatto ne ha permesso la costruzione”, ha aggiunto Francesca Coppola.

ristorante righi
La commissione municipale

Anche la concessione potrebbe essere rivista. Il ristorante, infatti, nel 2019 ha ottenuto la concessione da parte di Amt per usufruire della terrazza della stazione della funicolare con alcune opere da effettuare: la passerella che collega il ristorante alla terrazza, un ascensore per aumentarne l’accessibilità e una copertura con climatizzazione. Di queste solo la passerella è stata completata: “Ci sono stati molti ritardi, c’è stato il Covid, ma a due anni dalla fine del contratto solo la passerella è stata ultimata, peraltro in difformità rispetto al disegno progettuale e che quindi dovrà essere rivista – ha aggiunto Robotti – Sappiamo che i proponenti non vogliono proseguire con il vecchio progetto, e anche la concessione potrebbe quindi essere rivista in riduzione, forse con un canone più alto e meno oneri”.

In coda agli interventi le tantissime lamentele sulle criticità dei residenti e attività della zona, gli alberi pericolanti, infatti, stanno tenendo in scacco la zona, con parte di via Carso chiusa da due mesi, un campo da tennis interdetto (con annesse attività sportive ferme al palo), autobus che non passano più e con la zona che è diventata area di parcheggio selvaggio. “Stiamo raccogliendo tutte le segnalazioni e il municipio è in prima fila per provare a risolvere tutte le criticità – ha sottolineato il presidente della commissione Davide Toso – Su questo caso sta facendo chiarezza anche la procura di Genova e ci sono molte cose che al momento non sono chiare e che in questa fase non possono essere divulgate”. Una situazione che “Chiede vendetta – ha aggiunto il consigliere pentastellato Massimiliano Lucente – in poco più di 80 metri lineari sono stati devasti patrimoni della collettività, interrotti servizi pubblici, messo in ginocchio delle imprese. Chi quantificherà questi danni e come?”.

La via scelta dell’amministrazione pare quindi essere quella del pugno duro: anche sulle critiche dello stallo sulla messa in sicurezza degli alberi – e conseguente chiusura della strada – la risposta è monolitica: “Vogliamo andare fino in fondo, deve essere chiaro a tutti che non si può più fare le cose in questo modo e disporre con queste modalità del bene pubblico”, ha concluso Coppola.

ristorante righi
Il parcheggio selvaggio che invade ogni sera via Carso
Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti