Angelo Meloni, addio al viso della premier: torna la versione precedente

  • Postato il 4 febbraio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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Angelo Meloni, addio al viso della premier: torna la versione precedente

Nuovo capitolo dell’ormai celebre “caso dell’angelo” restaurato nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma e risultato somigliante al volto della premier Giorgia Meloni, ad opera del sacrestano e restauratore Bruno Valentinetti. Volto che potrebbe cambiare fattezze, o meglio, tornare a quelle originali, “ante restauro” e potrebbe essere lo stesso sacrestano a doverci rimettere le mani. Polemiche e dibattiti a vario titolo continuano a tenere banco e scatenano l’ironia virale.

E davanti alla basilica si allunga la fila di chi vuole constatare di persona se quest’angelo è davvero così meloniano, tra selfie e flash. E un dubbio avanza: che ci sia sotto anche la spinosa questione del ritorno in Italia della salma del re Umberto II? Il condizionale è ancora d’obbligo. La Soprintendenza speciale di Roma capitale, guidata da Daniela Porro, ha avviato un’indagine interna per verificare se il recente restauro abbia alterato i connotati dell’originale del 2000. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto chiarezza: se i documenti d’archivio confermeranno la modifica non autorizzata, la versione “politica” verrà rimossa per ripristinare l’iconografia originale. «La Soprintendenza», hanno fatto sapere dal ministero, «ha attivato le ricerche di archivio per individuare la documentazione, fotografica o disegni di progetti, del dipinto originale della cappella del Crocifisso a San Lorenzo in Lucina realizzato nel 2000. La ricerca è funzionale a un raffronto con l’attuale decorazione frutto del ripristino avvenuto nel 2025».

 

 

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Il Vicariato di Roma ha preso le distanze parlando di un’iniziativa arbitraria del restauratore e si è impegnato «ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative». Mentre si attende il responso degli archivi, il capo della comunicazione don Giulio Albanese conferma che «l’originale di sicuro non era così. Ancora non è stata presa una decisione», sottolineando che comunque sarà presa «al livello più alto» con una concordanza tra l’ente proprietario della chiesa, il Fondo edifici di culto, la Soprintendenza e lo stesso Vicariato. Da parte sua, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina, ha ribadito «con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera».

La trama, però, si arricchisce di nuovi elementi. All’origine di tutto ci potrebbe essere l’obiettivo di sollecitare il rientro della salma (dall’abbazia di Altacomba in Savoia) dell’ultimo re d’Italia, Umberto II di Savoia, al Pantheon, prima del prossimo anniversario della sua morte, risalente al 18 marzo 1983, in esilio in Portogallo. L’Adn fa notare come questo “giallo” sulla cappella nasca proprio adesso, a ridosso delle prossime commemorazioni. Non solo. Il conte Antonio d’Amelio, vice presidente del Consiglio Gran Magistrale degli Ordini Dinastici, ricorda come sia stato lui, insieme alla moglie Daniela d’Amelio Memmo, a finanziare il primo restauro per la cappella in San Lorenzo, nata «con mio padre (Carlo d’Amelio - ndr), ministro della Real Casa». Nel 2000 a causa di infiltrazioni dalla terrazza sovrastante, «ho donato una somma per l’impermeabilizzazione della cappella. Ma di questo ultimo restauro non so nulla». Secondo d’Amelio, il volto dell’angelo non era così nella versione originale, il restauratore si sarebbe fatto prendere un po’ la mano, ma senza alcuna intenzione “politica”.

 

 

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Tornando alla cappella, e distogliendo lo sguardo dall’angelo, si può esaminare una lastra di marmo con una scritta che potrebbe forse aiutare a sciogliere il rebus: «Il figlio Vittorio Emanuele pose nella speranza che l’esilio cessi dopo la morte con la traslazione della venerata salma al Pantheon». Una coincidenza? Comunque, un elemento in più in questa trama che ha il sapore di un romanzo.

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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