Antibiotici e intestino, gli effetti segreti fino a 8 anni dopo
- Postato il 12 marzo 2026
- Salute
- Di Libero Quotidiano
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Antibiotici e intestino, gli effetti segreti fino a 8 anni dopo
Ogni volta che assumiamo un ciclo di antibiotici, non colpiamo solo i batteri responsabili dell’infezione: possiamo anche alterare i batteri “buoni” che popolano il nostro intestino. Secondo uno studio condotto dall’Uppsala University e pubblicato su Nature Medicine, queste alterazioni possono persistere fino a otto anni dopo la somministrazione del farmaco.
Gli antibiotici sono farmaci essenziali e salvavita, ma come tutti i medicinali possono avere effetti collaterali. Oltre al rischio noto di favorire batteri resistenti, possono anche danneggiare i microrganismi benefici, fondamentali per la digestione, il sistema immunitario e la salute generale dell’intestino. Lo studio svedese ha analizzato i dati del registro nazionale dei farmaci, incrociandoli con una mappatura dettagliata del microbioma intestinale. I risultati mostrano che l’uso di antibiotici, anche fino a otto anni prima, può ancora influenzare la composizione del microbioma.
Non tutti gli antibiotici, però, hanno lo stesso impatto. Farmaci come clindamicina, fluorochinoloni e flucloxacillina provocano alterazioni significative e durature, mentre la penicillina V, la più prescritta al di fuori degli ospedali in Svezia, mostra cambiamenti minimi e temporanei. Secondo i ricercatori, i dati possono avere importanti implicazioni cliniche: «Quando si deve scegliere tra due antibiotici ugualmente efficaci, può essere preferibile quello che ha un impatto minore sul microbioma intestinale», osserva Tove Fall, coordinatore dello studio.
Il messaggio principale è chiaro: usare gli antibiotici con attenzione è fondamentale, non solo per combattere le infezioni, ma anche per proteggere la salute del microbioma a lungo termine. Conoscere l’impatto specifico dei diversi farmaci può aiutare medici e pazienti a fare scelte più consapevoli, riducendo gli effetti collaterali senza compromettere l’efficacia della terapia. In futuro, queste informazioni potrebbero guidare linee guida più precise, permettendo di selezionare antibiotici non solo in base all’efficacia contro l’infezione, ma anche valutando il loro effetto sul microbioma e sul benessere intestinale complessivo
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