Appalti in Basilicata, ricorsi record al Tar

  • Postato il 25 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Appalti in Basilicata, ricorsi record al Tar

La presidente del Tar Basilicata all’inaugurazione dell’anno giudiziario segnala il boom di processi  «Ricorsi al tar percentuale più alta a livello nazionale». Sulle tempistiche: «Impossibile fare meglio se i legali non collaborano»


POTENZA – In Basilicata è record di ricorsi in materia di appalti. Ad annunciarlo, ieri, è stata la nuova presidente del Tribunale amministrativo regionale, Stefania Santoleri, durante la relazione della sua prima cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Potenza. Santoleri ha parlato di un Tar praticamente senza arretrati in cui la durata media dei processi si attesta su 204 giorni, garantendo il principio di ragionevole durata. Dati «difficilmente migliorabili», ha spiegato, «atteso che la durata del processo non dipende solo dalla sollecitudine dell’ufficio, ma anche dall’iniziativa e dall’impulso delle parti».

I NUMERI DELL’ATTIVITÀ GIUDIZIARIA E LO STATO DELLE PENDENZE

«In totale, infatti, sono stati depositati 495 ricorsi, a fronte dei 567 ricorsi presentati nell’anno 2024, con una differenza di 72 ricorsi». Si legge nella relazione. «Sono stati definiti nel corso dello stesso anno di deposito, cioè entro la fine del 2025, il 52,41% dei ricorsi depositati, dato sostanzialmente invariato rispetto a quello registrato nel 2024. A fronte di 495 ricorsi depositati durante l’anno 2025, 265 sono stati definiti nello stesso anno. In totale, tenendo conto anche dei ricorsi presentati negli anni precedenti, sono stati definiti 521 ricorsi (…). Alla data del 31 dicembre 2025, risultavano pendenti 292 ricorsi: questo numero è formato per la stragrande maggioranza da ricorsi presentati nello stesso anno 2025».

La presidente ha spiegato che «con riferimento all’anno 2024, risultano pendenti soltanto 25 ricorsi». Inoltre residuano «5 ricorsi relativi all’anno 2023», e 2  «pregressi», l’uno risalente al 2016 e l’altro all’anno 2022, da considerarsi pendenze «statistiche», in quanto «il primo procedimento risulta già definito da tempo e lo stato di pendenza nel sistema informatico è derivato dalla sola richiesta di sostituzione del commissario ad acta», mentre per  quello risalente all’anno 2022, «vi era già stata una sentenza non definitiva, seguita da una complessa attività istruttoria», ed è stato comunque definito all’inizio dell’anno 2026.

IN BASILICATA, IL RECORD NAZIONALE DEI RICORSI AL TAR IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI

In controtendenza, quindi, le controversie in  materia di appalti che nel 2025 hanno fatto segnare un significativo incremento. «Si è passati, infatti, da 34 a 58 ricorsi». Ha spiegato Santoleri. «Trattandosi di controversie che presentano, generalmente, un maggior grado di complessità, l’incremento di tale tipologia di ricorsi ha comportato un notevole aggravio sul carico di lavoro del Collegio».

 «Il contenzioso afferente alla materia degli appalti pubblici, invero, nella nostra regione risulta particolarmente rilevante e significativo se si riflette su un dato degno di nota». Ha proseguito la neo-presidente. «La percentuale di ricorsi nella macro materia “appalti” proposti dinanzi a questo Tribunale amministrativo regionale, nell’anno 2025, è pari all’11,1% del totale dei ricorsi introitati nel periodo (…). Si tratta, a ben vedere, della percentuale relativa più elevata sul piano nazionale, in un ambito, peraltro, indubbiamente complesso e per certi versi controverso, caratterizzato da una stratificazione normativa, di matrice euro unitaria, che pone problemi di coordinamento delle fonti normative e che impone al giudice amministrativo un difficile bilanciamento tra interessi pubblici e privati».

TEMPISTICA DI DEFINIZIONE E CRITICITÀ NELL’ISTRUTTORIA

Quanto alla tempistica per la definizione di tali giudizi la dalla presidenza del Tar hanno    evidenziato che «la frequente presentazione di motivi aggiunti o di ricorsi incidentali, la necessità di ricorrere alla verificazione o ad altri adempimenti istruttori, o semplicemente la complessità della controversia, hanno, spesso, impedito al collegio di definire tali contenziosi facendo ricorso alle sentenze in forma semplificata. Nondimeno, nonostante il notevole l’incremento del numero di tali contenziosi, come già rilevato, la durata media della loro pendenza, calcolata dalla data di deposito del ricorso a quella di pubblicazione della sentenza, si attesta su 88 giorni».

RICORSI, IL RICHIAMO DELLA PRESIDENTE DEL TAR IN BASILICATA ALL’AVVOCATURA: SINTETICITÀ E ORDINE DEGLI ATTI

Nella sua relazione Santoleri non ha risparmiato una vera e propria tirata di orecchi agli avvocati che affollano le udienze nell’aula di via Rosica. «Sarebbe opportuno – ha evidenziato – che i difensori rispettassero i limiti dimensionali degli scritti difensivi, in quanto la sinteticità degli atti processuali, unitamente alla chiarezza espositiva, assicurano il buon funzionamento dell’attività giurisdizionale; il ricorso a ripetizioni di tesi già esposte, l’eccessivo inserimento di citazioni di precedenti giurisprudenziali, specie se relative a principi consolidati, finisce con l’appesantire inutilmente lo studio della causa; l’eccessiva lunghezza degli atti rende, infatti, più gravosa l’attività difensiva delle controparti e rallenta i tempi di deposito della sentenza».

Santoleri ha poi sottolineato   l’importanza, sempre «ai fini del rispetto della leale collaborazione tra gli avvocati e i giudici», del deposito «in modo ordinato dei documenti, con apposita numerazione ed indicazione dello specifico contenuto per ciascuno di essi». Mentre «talvolta capita che i documenti depositati siano classificati solo con il numero e non anche con l’oggetto, e addirittura, che non vengano neppure correttamente richiamati negli scritti difensivi».

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