Archivio di Stato di Messina, il Comitato Seminara-D’Angelo-Pompejano-Saija chiede intervento urgente alle istituzioni

Messina, 22 gen. 2026 – Il Comitato “Salviamo l’Archivio di Stato di Messina”, composto da Prof. Alfio Seminara, presidente, e dai membri Prof.ssa Michela D’Angelo, Prof. Daniele Pompejano e Prof. Marcello Saija, ha presentato all’Assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, e per conoscenza al senatore Enzo Palumbo e al professore Lorenzo Campagna, una richiesta urgente di intervento.

Il Comitato chiede il ritorno immediato dell’ingente e prezioso patrimonio documentale a Messina, e sollecita un intervento deciso e definitivo per garantire la conservazione e la fruizione di quasi mille anni di storia.

Come possibile sede definitiva, il Comitato individua l’ex Ospedale Regina Margherita, già parte del progetto di Polo culturale messinese. La missiva sottolinea la possibilità di utilizzare gli spazi residui non ancora impiegati per completare i depositi necessari al funzionamento della Biblioteca Regionale Universitaria, creando così un Polo culturale integrato.

L’urgenza è chiara. Rendere nuovamente accessibile la documentazione cartacea e pergamenacea agli studiosi e alla cittadinanza, interrompendo il periodo in cui l’Archivio si trova fuori città.
Il 3 gennaio 2026 cittadini e studiosi hanno organizzato una manifestazione in piazza Municipio per ribadire l’importanza di restituire l’Archivio alla città e sollecitare dalle istituzioni una soluzione concreta. La protesta ha evidenziato come la tutela della memoria storica sia strettamente legata all’identità della comunità e ha rafforzato le richieste del Comitato.

L’Archivio di Stato di Messina, afferente al Ministero della Cultura, è stato oggetto di sfratto dai locali adiacenti la Via La Farina, rilasciati il 31 dicembre 2025. Il trasferimento della documentazione era stato avviato già lo scorso ottobre 2025 in un deposito a Riposto, in provincia di Catania. Il patrimonio comprende pergamene, archivi notarili, giudiziari, ecclesiastici e militari, oltre a una biblioteca specialistica di grande valore. Spostarlo fuori città significa interrompere il legame diretto tra la memoria storica e la comunità che l’ha prodotta. Si tratta di uno spossessamento.

La vicenda si è consumata nel perdurare del silenzio e dell’assenza delle istituzioni, che non hanno saputo individuare soluzioni alternative sul territorio messinese. Anche in presenza dello sfratto, sarebbe stato possibile trovare spazi temporanei, anche provvisori o non ideali, ma sufficienti a garantire che la documentazione rimanesse a Messina, come richiede la funzione di un Archivio di Stato.

Il senatore Palumbo e il professore Campagna hanno condiviso le istanze, sollecitando che la questione sia discussa nella prossima riunione del Consiglio regionale dei Beni culturali.

Hanno evidenziato come la collocazione a Riposto impedisca alla Soprintendenza di Messina di esercitare la vigilanza e la valorizzazione dei beni culturali e hanno proposto di estendere il bando per la riqualificazione del Padiglione 10 dell’ex Ospedale Margherita anche alla realizzazione di spazi idonei all’Archivio, in collaborazione con la Direzione Generale Archivistica del Ministero della Cultura.
Il Comitato e la cittadinanza continuano a chiedere un intervento rapido per garantire il ritorno del patrimonio storico nella città, la sua conservazione in locali adeguati e la possibilità per studiosi e cittadini di accedere liberamente alla propria storia. @Riproduzione riservata

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