Ark Invest porta l’innovazione privata in Europa: i primi investimenti sono SpaceX e Databricks
- Postato il 10 marzo 2026
- Investments
- Di Forbes Italia
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L’innovazione tecnologica più trasformativa nasce sempre più spesso lontano dai mercati pubblici. È da questa convinzione che parte la strategia di Ark Invest, che insieme a IQ EQ Fund Management (Ireland) Limited ha annunciato i primi due investimenti dell’Ark Private Innovation Eltif: le società SpaceX e Databricks.
Le due partecipazioni rappresentano le prime mosse del nuovo veicolo dedicato all’innovazione privata, pensato per offrire agli investitori internazionali un punto di accesso alla strategia che Ark ha avviato negli Stati Uniti nel 2022 con l’Ark Venture Fund. Il fondo è ora disponibile anche per investitori in Europa, America Latina, Medio Oriente e Asia, con l’obiettivo di intercettare le opportunità di crescita delle aziende tecnologiche prima del loro eventuale ingresso in Borsa.
Secondo Ark, infatti, una quota crescente della creazione di valore legata all’innovazione avviene nelle fasi precedenti all’Ipo. Molte delle aziende più influenti di oggi raggiungono dimensioni rilevanti, maturità nei ricavi e un peso strategico globale pur rimanendo private. Per questo motivo l’accesso a queste realtà rappresenta sempre più un elemento centrale nelle strategie di investimento orientate alla tecnologia.
SpaceX e Databricks, piattaforme chiave dell’innovazione
I primi due investimenti riflettono questa visione.
SpaceX, fondata da Elon Musk, è considerata da Ark una delle aziende più rilevanti nella trasformazione dell’economia spaziale. L’utilizzo di veicoli di lancio riutilizzabili sta riducendo in modo strutturale il costo di accesso all’orbita, rendendo possibili lanci più frequenti e ampliando il mercato dei servizi legati allo spazio. Con la progressiva riduzione dei costi emergono nuove opportunità economiche nei settori delle comunicazioni satellitari, dell’osservazione della Terra, della difesa e delle infrastrutture spaziali.
In questo scenario, piattaforme come Starlink rappresentano una risposta alla crescente domanda globale di connettività attraverso una rete commerciale a banda larga, mentre il progetto Starship punta ad aumentare ulteriormente la capacità di carico e la riutilizzabilità dei lanci. Un modello che, secondo Ark, rafforza il posizionamento di SpaceX come infrastruttura spaziale verticalmente integrata.
Accanto allo spazio, l’altra grande piattaforma tecnologica su cui punta il fondo è l’intelligenza artificiale. Databricks gestisce infatti una piattaforma unificata per l’analisi dei dati e l’AI che integra ingegneria dei dati, analytics e machine learning in un unico ambiente.
Man mano che le aziende centralizzano i propri dati e sviluppano applicazioni di intelligenza artificiale su larga scala, infrastrutture come quella di Databricks si collocano al centro dello stack tecnologico delle imprese. Per Ark, piattaforme dati scalabili e software nativamente progettati per l’AI rappresentano fattori determinanti per la crescita della produttività nel lungo periodo.
Una pipeline di innovazione in espansione
SpaceX e Databricks rappresentano solo l’inizio di una strategia più ampia. Ark sta infatti costruendo una pipeline di società private late-stage da includere progressivamente nel portafoglio del fondo.
Diverse opportunità sono già in fase avanzata di valutazione e l’obiettivo è ampliare il portafoglio nel corso del 2026, concentrandosi su aziende attive nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica, dello stoccaggio energetico e delle tecnologie multiomiche. Una pipeline che riflette oltre un decennio di attività di ricerca di Ark sugli ecosistemi dell’innovazione.
Il team che gestisce il fondo opera infatti attraverso un processo integrato che combina l’analisi delle grandi piattaforme tecnologiche emergenti con una valutazione approfondita delle singole aziende e dei loro modelli di business. Dal 2022 il gruppo gestisce negli Stati Uniti l’Ark Venture Fund, da 662 milioni di dollari, oltre a mandati sui mercati privati per un totale di 1,5 miliardi di dollari.
Un ponte tra mercati privati e pubblici
L’approccio di Ark prevede inoltre una collaborazione costante con fondatori e investitori durante l’intero ciclo di vita delle aziende, spesso in co-investimento con alcune delle principali società di venture capital e partner strategici globali.
Questo modello consente di individuare opportunità di arbitraggio tra valutazioni dei mercati privati e pubblici e di accompagnare le società partecipate nel passaggio dalla fase privata a quella quotata.
“SpaceX e Databricks stanno costruendo piattaforme fondamentali nel settore spaziale e dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Cathie Wood, fondatrice, ceo e cio di Ark Invest. “Sono aziende che hanno raggiunto dimensioni significative e una forte trazione commerciale pur rimanendo private. La profondità delle opportunità che vediamo oltre questi investimenti iniziali è altrettanto interessante”.
Secondo Wood, la piattaforma di ricerca della società continua a individuare innovatori privati su larga scala destinati a raggiungere importanti punti di svolta nei prossimi anni. Per questo Ark prevede di espandere progressivamente il portafoglio man mano che nuove aziende soddisferanno i criteri di crescita, valutazione e rilevanza strategica.
L’accesso all’innovazione per una platea più ampia di investitori
Uno degli obiettivi del nuovo veicolo di investimento è ampliare l’accesso a queste opportunità.
Come Eltif 2.0 retail, l’Ark Private Innovation Eltif offre infatti una struttura regolamentata europea che consente a una platea più ampia di investitori, compresi quelli classificati come retail, di accedere a società private globali che normalmente restano riservate agli investitori istituzionali.
“Gli investitori riconoscono sempre di più che gran parte della creazione di valore nell’innovazione avviene prima dell’Ipo”, ha spiegato Stuart Forbes, head di Ark Invest Europe e global head of distribution della società. “Tuttavia, molti non hanno accesso a queste opportunità attraverso i tradizionali fondi chiusi, spesso riservati a capitali molto elevati”.
Il fondo è stato autorizzato in diversi Paesi dello Spazio economico europeo e può essere distribuito da banche private, gestori patrimoniali e consulenti finanziari nelle giurisdizioni ammissibili.
Strutturato come strumento semi-liquido “evergreen”, l’Ark Private Innovation Eltif offre sottoscrizioni mensili e opportunità di rimborso trimestrale limitate, con l’obiettivo di bilanciare l’esposizione all’innovazione di lungo periodo con un certo grado di liquidità.
Con i primi investimenti in SpaceX e Databricks, Ark segna dunque l’avvio operativo di una strategia che punta a intercettare le prossime grandi piattaforme tecnologiche prima che arrivino sui mercati pubblici, dove – sempre più spesso – gran parte del valore è già stato creato.
L’articolo Ark Invest porta l’innovazione privata in Europa: i primi investimenti sono SpaceX e Databricks è tratto da Forbes Italia.