Arrestato in Venezuela l’imprenditore pinerolese Elmo Bianciotto: era latitante dal 2024
- Postato il 11 marzo 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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PINEROLO – È stato arrestato in Venezuela l’imprenditore pinerolese Elmo Bianciotto, condannato in Italia a oltre quattro anni di reclusione per reati finanziari. L’uomo, 59 anni, è stato fermato nella località turistica di Playa El Agua, sull’isola di Margarita, al termine di un’operazione condotta dalle autorità locali con il coordinamento dell’Interpol.
Bianciotto era irreperibile dal 2024, quando si era sottratto agli arresti domiciliari poco dopo la condanna definitiva pronunciata nei suoi confronti. Da allora si erano perse le sue tracce fino alla recente cattura nel Paese sudamericano, dove viveva sotto falso profilo. Ora è detenuto in Venezuela e si trova a disposizione della magistratura locale in attesa che vengano completate le procedure per l’estradizione verso l’Italia.
La latitanza dopo la condanna
La fuga risale al maggio 2024. I carabinieri si erano presentati nella sua abitazione per notificargli l’ordine di carcerazione dopo la sentenza definitiva, ma dell’imprenditore non c’era più traccia. Da quel momento era scattato un mandato di cattura internazionale con “notifica rossa” dell’Interpol, che ha consentito alle autorità venezuelane di individuarlo e arrestarlo nelle scorse settimane.
Quando rientrerà in Italia dovrà scontare la pena stabilita dalla magistratura per una serie di reati legati a truffe, manipolazione di gare d’appalto e fallimento fraudolento.
Il sistema societario sotto inchiesta
Le indagini della Guardia di finanza avevano ricostruito un complesso sistema societario che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato per evadere il fisco e riciclare denaro. Attraverso società di comodo, consulenze professionali e operazioni finanziarie ritenute fittizie, sarebbero stati spostati all’estero ingenti capitali e utilizzate fatture false per milioni di euro.
Nel corso delle inchieste la magistratura aveva disposto il sequestro di un ingente patrimonio riconducibile all’imprenditore. Tra i beni figuravano immobili, terreni, conti correnti e diverse auto di lusso, tra cui una Ferrari, oltre a uno yacht.
Il patrimonio e le attività nel Pinerolese
Nel patrimonio attribuito a Bianciotto comparivano anche attività economiche e depositi nel territorio del Pinerolese. In particolare un grande deposito di mezzi militari e veicoli industriali situato all’ingresso di Pinerolo, oltre ad alcune attività commerciali nella zona.
Dopo l’arresto in Venezuela si apre ora la fase giudiziaria internazionale: l’estradizione verso l’Italia, passaggio necessario affinché l’imprenditore possa scontare la pena stabilita dai tribunali italiani. Nel frattempo rimane detenuto nel Paese sudamericano, sotto la custodia delle autorità locali.
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