Asili, dopo la revisione del Comune sindacati all’attacco. Maniglia (Cisl): “Serve trasparenza e programmazione”

  • Postato il 22 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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cinzia maniglia cisl asili

Genova. La notizia della revisione del piano del Comune di Genova sull’offerta dei servizi educativo 3-6 anni è arrivata ieri sera, dopo che sono state accolte di fatto le richieste di genitori e famiglie. La decisione di mantenere inalterata l’offerta formativa è stata accolta con soddisfazione anche dai sindacati, impegnati in queste settimane in un fitto confronto con l’amministrazione comunale, che però tornano all’attacco, contestando metodo e chiarezza.

“La notizia è un passo che va nella direzione attesa da famiglie e personale, ma non posso non evidenziare che venire a conoscenza di scelte così rilevanti dai giornali non è il massimo, né sul piano della trasparenza né su quello della correttezza delle relazioni sindacali – scrive Cinzia Maniglia, segretaria Cisl Fp in una lettera aperta – Resta inoltre un punto per me particolarmente delicato: la scuola dell’infanzia Arcobaleno di Borzoli, per la quale si conferma la “traslazione” e si parla di un passaggio alla gestione statale. Arcobaleno non è solo un plesso: è un presidio educativo nel territorio, un luogo di comunità, continuità e fiducia. Nella scuola dell’infanzia la stabilità delle relazioni, la routine quotidiana, la coerenza del progetto educativo e il rapporto con le famiglie non sono elementi accessori: sono parte integrante della qualità del servizio. Inoltre, ad oggi non è chiaro il destino di altri plessi già oggetto di discussione e riorganizzazione, né consente di comprendere pienamente il quadro complessivo delle scelte che l’Amministrazione intende assumere per il prossimo anno scolastico“.

Sul tavolo poi il nodo del personale: “Il 23 gennaio partirà un bando per nuove assunzioni di assistenti asili nido utilizzabili nella scuola dell’infanzia grazie ad una norma speciale in deroga, per far fronte a carenze che vengono quantificate in 20 unità e per tamponare l’emergenza nelle scuole dove oggi si registrano carenze d’organico. Bene ma su questo voglio essere netta: quel bando è il frutto di una richiesta che noi, come organizzazione sindacale, abbiamo avanzato con forza ed era una risposta doverosa – sottolinea Maniglia – Ma non basta un bando avviato “celermente” per risolvere un problema strutturale. Il punto è che Genova ha bisogno di una programmazione seria e di un piano assunzionale stabile, non di interventi provvisori che rincorrono l’emergenza

“Oggi mancano insegnanti, domani rischiano di mancare collaboratori scolastici, dopodomani si ripresenterà la stessa criticità nei nidi: se non si pianifica con anticipo, si riparte ogni anno da capo, con ricadute pesantissime su qualità, organizzazione del lavoro e serenità delle famiglie – prosegue la lettera – Per questo mi aspetto, già dal prossimo incontro di lunedì, risposte concrete su quante assunzioni si intendono garantire per la scuola dell’infanzia (e con quali tempi); quale piano è previsto per coprire le sostituzioni, perché senza sostituzioni certe la continuità educativa resta una parola vuota; l’avvio di una graduatoria stabile per i collaboratori scolastici, oggi inesistente, perché l’assenza di questo strumento rende il servizio fragile e imprevedibile; una visione complessiva del sistema 0–6, includendo anche i nidi, perché non si può gestire un pezzo alla volta”.

La scuola dell’infanzia non è un servizio a pezzi – conclude – La giornata educativa è un percorso unitario, coerente, intenzionale: non può essere spezzata in una parte “didattico-educativa” e una parte ridotta a semplice “intrattenimento” o attività “ludiche” pensate come copertura oraria. Il gioco è un linguaggio fondamentale nella pedagogia 3–6, certo, ma è gioco educativo, progettato, osservato, inserito in un progetto e in una continuità di gruppo. Trasformare una porzione di giornata in una “fascia” gestita come tappabuchi, con rotazioni e personale esterno non integrato nel progetto (anche se qualcuno tenta di venderlo diversamente), significa indebolire la qualità educativa, creare discontinuità per i bambini e confusione per le famiglie, oltre a generare disuguaglianze tra lavoratori. Io chiedo al Comune una scelta chiara: servizi pubblici, personale stabile, programmazione. Non proclami, non soluzioni emergenziali destinate a diventare la regola. Lunedì mi aspetto risposte e impegni concreti. Poi valuteremo sui fatti”

 

Autore
Genova24

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