Asl2, da Pietra Ligure alle Olimpiadi invernali: la dottoressa Bianca Maria Susta al servizio degli atleti

  • Postato il 21 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Generico febbraio 2026

Savona/Pietra Ligure. Parlano anche un po’ di savonese le Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina grazie alla dottoressa di Asl2 che è andata a prestare servizio sanitario alla manifestazione sportiva per eccellenza.

Si tratta di una dottoressa trentunenne che opera presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure: la dottoressa Bianca Maria Susta, fisiatra del reparto di recupero e rieducazione funzionale dell’ospedale (diretto dal primario Carmelo Lentino).

Il medico è riuscito a vivere questa esperienza grazie al fatto che l’Asl2 savonese ha stipulato una convenzione con l’ospedale Niguarda, creatore del bando per il reclutamento di medici. Il policlinico milanese aveva ricevuto l’incarico, da parte dal Coni (che a sua volta era stato incaricato dal Comitato Olimpico Internazionale), di occuparsi della gestione sanitaria delle Olimpiadi invernali.

“Ho colto questa occasione che capita una volta nella vita – spiega la dottoressa Susta – io sono una sportiva quindi ho visto il bando e ho colto l’opportunità. Era un’occasione più unica che rara”.

La dottoressa fisiatra è stata una settimana a prestare servizio nel villaggio olimpico: “Facevo turni di 7h presso il poliambulatorio del villaggio olimpico. L’attività che svolgevo dunque era prettamente ambulatoriale sia per quanto riguardava gli atleti che tutto l’entourage delle delegazioni”.

Trattando dunque di attività ambulatoriali non prevedevano quelle di primo soccorso, ma non per questo meno interessante o formativa: “E’ stata una settimana diversa dalla quotidianità lavorativa che vivo al Santa Corona – aggiunge – è stata un’esperienza molto interessante sotto più punti di vista: sia sotto quello strettamente professionale che collaborativo con gli altri colleghi”.

La trentunenne, lavora al Santa Corona da poco più di anno, e la sua attività quotidiana si differenzia tra pazienti in degenza che quelli ambulatoriali. Tratta pazienti di diversa età e di molteplici esigenze di trattamento sanitario con quadri clinici che vanno dagli ictus a problematiche più complesse. Ne deriva il fatto che c’è un approccio differente e anche diversità nei tempi di recupero e nelle modalità.

“Una priorità che alle Olimpiadi era fondamentale era quella di dover assicurare agli atleti una riabilitazione in tempi rapidissimi e con riscontri brevi in tempi rapidi. Dovevamo delineare obiettivi riabilitativi con risposte rapide pur mantenendo livelli standard molto alti – sottolinea – ed è stata un’esperienza molto stimolante proprio per questo aspetto”.

“Il team medico era composto da diversi professionisti che dovevano collaborare in maniera assidua e costante. C’era un continuo feedback con i colleghi e anche con i medici sociali, delle squadre, con i fisioterapisti delle delegazioni ma anche con figure internazionali”, spiega la fisiatra.

La figura del medico fisiatra in Italia è molto conosciuta e anche in ambito sportivo, ad alti livelli, è quasi essenziale. Al contrario invece di quanto accade in altri Paesi, dove la figura professionale del fisiatra non è così diffusa. “Dovevo spendermi bene – ci spiega la dottoressa – dovevo riuscire a promuovere quello che la mia esperienza poteva aggiungere in più rispetto al lavoro dei fisioterapisti”.

“Di che atleti mi sono occupata? Ho visitato diversi specialisti del ghiaccio e alcuni atleti del pattinaggio. E’ stato molto stimolante e interessante perché non è uno sport che in Italia non è molto praticato – afferma – quindi anche a livello di tipologie di traumi è stato entusiasmante. I traumi associati a questo sport non sono dunque usuali nel nostro lavoro quotidiano. Ho curato ad esempio tendinopatie di pattinatori o altre problematiche mediche che nel mio lavoro al Santa Corona sperimento poco”.

“Se rifarei questa esperienza? Sicuramente. Voglio ringraziare Asl2 per avermene dato l’opportunità e il Santa Corona. I vertici dell’Azienda hanno dimostrato sensibilità verso questa causa e li ringrazio”, conclude la specialista.

Autore
Il Vostro Giornale

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