Aurora Tila si confidava con ChatGPT prima di essere uccisa dal fidanzatino: l’IA come testimone dello stalking subito
- Postato il 30 marzo 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Aurora Tila, 13 anni, si confidava con l’intelligenza artificiale, chiedendo consigli su come gestire la relazione con il fidanzato che la tormentava e distinguere un amore sano da uno tossico. Secondo la sentenza del tribunale per i minorenni di Piacenza, queste chat costituiscono elementi probatori importanti sullo stalking subito dalla ragazza. I giudici sottolineano che Aurora scriveva con “estrema franchezza” a ChatGPT per comprendere “come comportarsi in quella delicata e soffocante situazione”, confermando le confidenze fatte ad amiche, familiari e all’educatrice dei servizi sociali.
L’ultimo incontro fatale
Il tribunale evidenzia che la giovane, pur sperando di disinnescare la tensione, accettò l’ultimo incontro con il fidanzato, allora 15enne, che la voleva uccidere. Il ragazzo aveva già manifestato ossessione e gelosia: “Se non l’avesse avuta lui non l’avrebbe avuta nessun altro”. La mattina precedente aveva confidato ad un amico l’intenzione di uccidere Aurora e si presentò con un cacciavite, pronto a realizzare il suo piano. Messaggi come “domani ultima volta, poi mai più” facevano parte della strategia per attirarla, mentre lei credeva di evitare ulteriori conflitti. Il giovane, condannato a 17 anni, non ha mai ammesso né mostrato pentimento, e le prove oculari hanno smentito le sue versioni iniziali di caduta accidentale o gesto volontario.
L’uso dell’intelligenza artificiale tra gli adolescenti
Il caso mette in luce anche il crescente fenomeno per cui gli adolescenti si rivolgono a sistemi come ChatGPT per cercare consigli personali. La psicologa Anna Maria Giannini avverte che “può diventare pericoloso costruire un legame di fiducia con un sistema che non è umano e non ha gli strumenti professionali”. L’illusione di ricevere aiuto reale dall’IA può impedire di rivolgersi a persone reali capaci di supporto emotivo e protezione, come familiari o professionisti. Questo episodio, oltre a documentare il dramma di Aurora, segnala un rischio crescente nella relazione tra adolescenti e tecnologia.
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