Banco BPM ha scelto Vamas e Ogyre
- Postato il 30 gennaio 2026
- Di Panorama
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Banco BPM ha scelto di valorizzare l’attività della Vamas SpA perché rappresenta un esempio di impresa con una tradizione di specializzazione nella manifattura e una capacità di perfezionamento che ne hanno fatto, negli anni, un punto di riferimento per le filiere artigianali del proprio settore. Creatività, capacità e innovazione tecnologica costituiscono i caratteri distintivi con cui si esprime l’attività della Vamas e sono anche gli elementi che fondano la collaborazione dell’azienda con Banco BPM.
Queste medesime caratteristiche hanno permesso alla banca di mettere in evidenza Ogyre, azienda leader nella Plastic Circularity. Una realtà che, grazie alla visione lungimirante dei suoi fondatori, ha concretizzato in un’iniziativa imprenditoriale di successo un obiettivo necessario alla salvaguardia dell’ambiente e dei suoi ecosistemi: il contrasto alla Plastic Crisis, attuato in collaborazione con pescatori locali per mezzo della raccolta di rifiuti marini, garantendo loro recupero e smaltimento sostenibili.
L’approccio pragmatico e l’utilità dei progetti realizzati con l’applicazione di principi dell’economia circolare, unitamente al valore economico che questi generano, rendono Ogyre un unicum nel panorama italiano. Ciò che muove Banco BPM nel sostegno di realtà imprenditoriali così eccellenti, sia con piani di finanziamento sia con i servizi di consulenza aziendale, è la volontà di essere un costante punto di riferimento bancario nel panorama dell’economia reale, partecipare alla crescita dei territori e promuovere uno sviluppo sempre più sostenibile per tutta la comunità.
VAMAS E L’INVENZIONE DELLA SUOLA ECOLOGICA HI-TECH
Vamas, storica azienda italiana fondata nei primi anni Settanta a San Miniato (Pisa), rappresenta un modello di evoluzione produttiva e gestionale all’interno del distretto nazionale della calzatura. Grazie a una crescita costante, Vamas ha saputo affermarsi su scala nazionale e internazionale, fino a diventare uno dei principali riferimenti manifatturieri nel mondo luxury, quale fondamentale player nel comparto della produzione di suole e componenti di calzature, collaborando attivamente con oltre venti fra i principali marchi mondiali.
L’azienda sviluppa la propria attività in cinque stabilimenti produttivi, i cosiddetti Lab, tutti localizzati nel comune di San Miniato, a cui viene affiancato il lavoro di aziende partner in Toscana e Marche fidelizzate da molti anni e legate da un Patto di Filiera, che ha trovato fra l’altro rilevanza ed affermazione in un Protocollo di Intesa stretto con la Regione Toscana.
La Filiera Produttiva Vamas coinvolge circa 500 addetti e produce fino a 5 milioni di paia di suole. La tradizione nella lavorazione del cuoio ha consolidato un metodo ed una filosofia produttiva che attraversa ancora oggi l’intera organizzazione: selezione rigorosa delle materie prime, controlli in accettazione, stabilità dei processi e audit costanti lungo la filiera.
Lo stesso metodo è stato trasferito circa trent’anni fa allo stampaggio in TPU: questo approccio consente di contenere la difettosità a monte, con effetti misurabili sui consumi energetici e di materiali: meno rilavorazioni, meno scarti, meno sprechi.
Per Vamas il TPU non è soltanto una scelta tecnica, ma il perno di un modello circolare. Gli scarti di lavorazione vengono raccolti, selezionati e reimmessi in ciclo come PIR (post-industrial recycle) in una filiera closed loop tracciata e certificata: una gestione che riduce i rifiuti e il fabbisogno di materia prima vergine e che, soprattutto, rende ripetibile la qualità del materiale rigenerato grazie a protocolli di caratterizzazione.
La circolarità del TPU si affianca a iniziative energetiche e di supply chain: produzione da fonte rinnovabile, rendicontazione ambientale e sociale, rafforzamento del legame con i fornitori del territorio. L’azienda certificata UNI EN ISO 9001 e 14001 pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità con riferimento agli Standard GRI 2021 e ha avviato il percorso di allineamento alla normativa CSRD, con obiettivi che coinvolgono processi, persone e catena di fornitura, inclusa l’estensione progressiva degli indicatori su Scope 3.
Il sistema di gestione qualità, ambiente, salute e sicurezza, responsabilità organizzativa rappresenta la struttura di governo su cui si innesta l’evoluzione tecnologica. Su queste fondamenta si colloca Whistling®, la piattaforma esclusiva di super-critical foaming in stampaggio a iniezione, sviluppata nell’ambito della joint venture avviata lo scorso anno con il gruppo coreano Comtech Chemical, con cui Vamas sta ridefinendo la progettazione e la produzione di suole in ottica clean, performance & data-driven.
Da questa collaborazione è nata la società Whistling Tech Europe – Wetec spa, partecipata da Vamas e Ctc, che nel corso del 2024 e del 2025 ha operato un investimento di oltre 5 milioni di euro per la realizzazione di una nuova linea produttiva attraverso l’acquisizione di macchinari ad altissimo livello di innovazione tecnologica.
Il principio è chiaro: usare azoto in stato supercritico per generare microcelle uniformi all’interno di TPU e di altri elastomeri termoplastici. Dal punto di vista del materiale, lo SCF consente di ottenere suole più leggere a parità di prestazione, quindi con minore impiego di materia prima, mantenendo il polimero termoplastico e riciclabile.
Dal punto di vista di processo, l’iniezione SCF integra estetica e performance in un unico flusso produttivo, con tempi ciclo ridotti, un’elevata ripetibilità legata al controllo dei parametri e senza l’utilizzo di agenti chimici di espansione né di solventi.
Il confronto con la tradizionale produzione in EVA chiarisce la portata del cambiamento. Le tecnologie storiche di espansione dell’EVA si basano spesso sull’impiego di agenti chimici e, in molti casi, su fasi di reticolazione finalizzate a garantire elasticità e resilienza. Soluzioni che hanno sostenuto per anni l’evoluzione del settore, ma che presentano conseguenze note sul piano della circolarità.
Con lo SCF su TPU si ottiene invece un profilo tecnico-ambientale coerente con i requisiti dei brand che oggi richiedono qualità costante, tracciabilità e possibilità di scalare soluzioni circolari nel tempo.
La traiettoria di Vamas tiene insieme qualità come prevenzione dello spreco, sostenibilità praticata e innovazione. Questa combinazione ha reso Vamas non solo un produttore competitivo, ma anche un attore centrale nell’evoluzione del distretto toscano.
CON OGYRE I RIFIUTI MARINI DIVENTANO UNA RISORSA

Ogyre è una realtà italiana nata con una missione ben precisa: la tutela degli oceani e degli ecosistemi marini, attraverso un modello concreto di raccolta e recupero dei rifiuti marini. Fondata nel 2020 con sede a Genova, la società benefit si distingue per l’innovazione nella raccolta dei rifiuti plastici marini e la costruzione di comunità globali impegnate nella salvaguardia dell’ambiente e nel sostegno sociale.
Dietro Ogyre c’è la visione di Antonio Augeri, surfista ed esploratore, che durante un viaggio sulle coste marocchine si è trovato di fronte a quantità impressionanti di rifiuti trasportati dalle correnti oceaniche. Da quell’esperienza, insieme all’amico velista Andrea Faldella, nasce l’idea di convertire la passione per il mare e lo sport in un progetto imprenditoriale ad alto impatto sociale e ambientale.
Ogyre ha implementato in Italia, Brasile, Indonesia e Senegal il primo modello digitale di Fishing for Litter su scala internazionale, coinvolgendo direttamente le flotte locali di pescatori nel recupero dei rifiuti marini.
Alla base della piattaforma Ogyre c’è la trasparenza: tutte le attività di raccolta, le quantità di rifiuti recuperati e la loro tracciabilità sono gestite tramite blockchain e certificate da enti terzi.
La missione principale di Ogyre è duplice: agire in modo diretto sull’inquinamento marino e sensibilizzare sulla crisi ambientale tramite iniziative educational e collaborazioni con scuole e aziende.
Entro il 2028, l’obiettivo fissato è la raccolta di oltre 30 milioni di chilogrammi di rifiuti marini. Ogyre è oggi un punto di riferimento per chi vuole contribuire alla tutela degli ecosistemi marini, offrendo un modello replicabile che mette al centro le persone, la tecnologia e la cultura della sostenibilità.