Bari, neonato morto nella culla termica della chiesa: patteggia il prete

  • Postato il 10 marzo 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 5 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Bari, neonato morto nella culla termica della chiesa: patteggia il prete

Don Antonio Ruccia parroco di Bari patteggia un anno per la morte del neonato morto d’ipotermia per il malfunzionamento della culla termica.


BARI – Si è chiuso con un patteggiamento il capitolo giudiziario riguardante don Antonio Ruccia, parroco della chiesa di San Giovanni Battista a Bari. Il sacerdote era finito a processo con l’accusa di omicidio colposo. Questo in seguito alla tragica morte del piccolo Angelo, il neonato trovato senza vita la mattina del 2 gennaio 2025 all’interno della culla termica della parrocchia. La giudice monocratica Luna Calzolaro ha ratificato oggi, 10 marzo 2026, la pena di un anno di reclusione (con pena sospesa), dopo che una precedente proposta di patteggiamento a tre mesi era stata rigettata dal Gup poiché ritenuta «non congrua».

Il neonato, ribattezzato simbolicamente Angelo dal sindaco di Bari Vito Leccese, morì per ipotermia poco dopo essere stato abbandonato nella struttura che avrebbe dovuto garantirne la salvezza. A fare la macabra scoperta fu, quasi per caso, il titolare di un’impresa funebre che si trovava in parrocchia per un servizio. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Angela Morea, hanno accertato una serie di gravissimi malfunzionamenti tecnici. Il sistema che avrebbe dovuto inviare una chiamata automatica al cellulare del parroco al rilevamento del peso non si attivò. La culla non raggiunse la temperatura necessaria. Dallo split presente nel locale usciva esclusivamente aria fredda, accelerando il processo di ipotermia del piccolo.

PER IL NEONATO MORTO NELLA CULLA TERMICA DELLA CHIESA DI BARI RESTA APERTO IL PROCESSO AL TECNICO

Mentre la posizione del parroco si chiude qui, resta aperto il fronte processuale per Vincenzo Nanocchio, l’elettricista che nel 2014 installò i macchinari e il sistema di allarme a supporto della culla. L’uomo dovrà rispondere di omicidio colposo nel processo che inizierà il prossimo 3 giugno 2026 davanti alla giudice Giovanna Dimiccoli. Gli inquirenti puntano a stabilire se i difetti del sistema fossero strutturali o legati a una mancata manutenzione degli apparati tecnologici. Resta invece archiviata l’inchiesta per abbandono di minore: l’identità della persona che lasciò il bimbo nella culla non è mai stata scoperta.

Il Quotidiano del Sud.
Bari, neonato morto nella culla termica della chiesa: patteggia il prete

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti