Bari, processo CasaPound: 12 condanne per riorganizzazione del partito fascista

  • Postato il 12 febbraio 2026
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Bari, processo CasaPound: 12 condanne per riorganizzazione del partito fascista

Bari, il primo grado del processo “ CasaPound” si è concluso con 12 condanne ai militanti per ricostituzione del partito fascista.


BARI – Una sentenza che sembra destinata a fare giurisprudenza quella pronunciata dal Tribunale di Bari, che ha condannato dodici esponenti locali di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista. Si tratta della prima decisione in Italia che riconosce esplicitamente la violazione degli articoli 1 e 5 della Legge Scelba per militanti del movimento della tartaruga frecciata. Oltre alle pene detentive, i giudici hanno disposto per tutti i condannati la privazione dei diritti politici per cinque anni.

L’AGGRESSIONE NEL QUARTIERE LIBERTÀ

Il processo trae origine dai fatti del 21 settembre 2018. In quell’occasione, nel quartiere Libertà di Bari, un gruppo di manifestanti antifascisti, di ritorno da un corteo organizzato in seguito alla visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, fu brutalmente aggredito. Tra le vittime dell’assalto figuravano l’allora europarlamentare Eleonora Forenza, il suo assistente Antonio Perillo, Giacomo Petrelli e Claudio Riccio. Sette degli imputati sono stati condannati anche per il reato di lesioni, con pene di 2 anni e 6 mesi di reclusione, mentre per gli altri cinque la condanna è stata di 1 anno e 6 mesi.

PROCESSO CASAPOUND A BARI,  CONDANNE E RISARCIMENTO ALLE PARTI CIVILI

Il tribunale ha disposto il risarcimento dei danni nei confronti delle vittime e di diverse realtà istituzionali e associative che si erano costituite parti civili. Tra questi figurano Anpi e Rifondazione Comunista, al comune di Bari e alla Regione Puglia. Nonostante le condanne, il collegio giudicante ha escluso l’aggravante della premeditazione e ha assolto altri cinque imputati «per non aver commesso il fatto».

UNA SENTENZA SENZA PRECEDENTI

«Il dispositivo è quello che conta, la decisione dei giudici, vedremo la motivazione». Ha commentato a caldo il procuratore di Bari Roberto Rossi dopo la lettura del dispositivo di sentenza. Tra i condannati spicca Giuseppe Alberga, all’epoca coordinatore provinciale di CasaPound Bari, insieme a militanti attivi nel nucleo locale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro i prossimi 90 giorni, aprendo la strada ai probabili ricorsi in appello.

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