Basilicata, carburanti, prezzi alle stelle

  • Postato il 9 marzo 2026
  • Guerra In Iran
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Basilicata, carburanti, prezzi alle stelle

Prezzo carburanti in Basilicata, terzo giorno di aumenti, benzina self a 1.812 euro, solo Calabria e Bolzano più care. Il gasolio in regione a 1.964. Il Codacons: «Tagliare le accise»


In Basilicata sale per il terzo giorno consecutivo il prezzo dei carburanti: secondo i dati del Ministero delle Imprese ieri, domenica 8 marzo 2026, il prezzo medio della benzina self in regione è stato di 1.812 euro per litro (sabato la tariffa era di 1.807) mentre il prezzo medio del gasolio self è stato di 1,964 euro (sabato si fermava invece a 1.949). Stabili invece i prezzi medi lucani di Gpl servito (0.689 euro) e metano servito (1.512).

EFFETTO GUERRA, CARO CARBURANTI IN BASILICATA

La Basilicata resta terza in Italia per il caro benzina self, dopo la Calabria (dove il prezzo è schizzato a 1.820) e la provincia di Bolzano, salita a 1.819: ieri secondo quanto rilevato dal Codacons soltanto in pochissimi territori la benzina self ha superato la soglia di 1.8 euro. Oltre alla Calabria, alla Basilicata e alla provincia di Bolzano i rincari hanno infatti superato i limiti di guardia solo in Valle d’Aosta (1.807), in Sicilia (1.805) e nella provincia di Trento (1.805).

CARBURANTI, CODACONS: «TAGLIARE LE ACCISE


Intanto il prezzo medio del gasolio al self, secondo quanto rilevato dal Codacons, ha raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro a Bolzano, a Trento (1.992 euro), in Calabria (1.989), in Valle d’Aosta (1.985) e in Sicilia (1.984 euro). «Guardando alla rete autostradale – spiega poi il Codacons in una nota – aumenta il numero di impianti che al servito vendono il gasolio sopra i 2,5 euro al litro, con i listini che in alcuni casi viaggiano verso i 2,6 euro al litro come sulla A4 o sulla A28 dove il diesel costa oggi 2,572 euro al litro».

Secondo il Codacons, che da giorni sta monitorando l’andamento dei listini ai distributori, «il governo deve accogliere la nostra richiesta e tagliare subito le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro: una simile misura, considerata anche l’Iva applica sulle accise, non solo riporterebbe i listini ai livelli precedenti la crisi con benefici diretti sui costi di rifornimento, ma terrebbe sotto controllo anche i prezzi dei prodotti trasportati, specie gli alimentari, che come noto risentono dei rincari del gasolio considerato che oltre l’80% della merce venduta in Italia viaggia su gomma».

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI: «SERVE RIDURRE LE ACCISE»

Anche l’Unione nazionale consumatori si inserisce nella schiera di associazioni che aumentano il pressing sul governo sul taglio immediato delle accise: «Chiediamo al Governo di intervenire lunedì mattina (oggi, lunedì 9 marzo 2026) con un decreto legge che riduca le accise di 10 centesimi e stoppi questa progressione. Non servono meccanismi mirabolanti per farlo, basta volerle ridurre».

PREZZO CARBURANTI ALLE STELLE, IL GOVERNA VALUTA IL MECCANISMO DELLE “ACCISE MOBILI”

Il Governo intanto studia la possibilità di attivare il cosiddetto meccanismo delle “accise mobili”. Lo ha spiegato già sabato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social: «Siamo ancora al lavoro – ha spiegato – per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili” che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile.

IL MECCANISMO DELLE ACCISE MOBILI

Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise. È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma e la sua attivazione è allo studio da parte del ministero dell’Economia». Ma il quadro generale non è confortante: dopo l’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran, il prezzo del greggio è salito oltre i 90 dollari al barile. In una settimana quasi il 40%.

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