Beffa per maestri e prof, la piattaforma Carta docente (da oggi online) è “in manutenzione”: percorso a ostacoli per godere di 383 euro
- Postato il 9 marzo 2026
- Scuola
- Di Il Fatto Quotidiano
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Fino alle 12 la piattaforma Carta docente è rimasta “in manutenzione”. Un minuto dopo mezzogiorno si è sbloccata ma è andata in tilt perché è stata presa d’assalto. Sugli schermi dei docenti è apparsa la dicitura: “In questo momento ci sono molti utenti connessi. Per garantire il miglior servizio, ti chiediamo la cortesia di attendere qualche istante. Quando sarà il tuo turno, avrai a disposizione dieci minuti per accedere al servizio e, una volta entrato, avrai trenta minuti per effettuare le operazioni”. Attese di oltre otto minuti per poter finalmente visionare il proprio borsellino.
È iniziata così la giornata inaugurale di “Carta docente”. Dopo sette mesi di ritardo, prima dovuti all’ampliamento della platea dei beneficiari poi al ritardo del Mef, ministero dell’economia e della finanza, finalmente stamattina maestri e professori di ruolo e a tempo determinato, hanno sperato di poter aprire la piattaforma e godere dei 383 euro (fondo tagliato di 117 euro rispetto agli scorsi anni) per acquistare un corso di formazione, un libro, un concerto, un biglietto d’ingresso per una mostra o un personal computer.

Un iter reso complesso da un’ulteriore registrazione che in alcuni casi non è andata a buon fine senza alcuna spiegazione. A qualche maestro e professore è apparsa, infatti, la scritta “Utente non abilitato alla creazione di buoni” senza capire il perché. Una via Crucis per gli insegnanti che già hanno dovuto aspettare da settembre ad oggi per vedere il benefit accreditato.
Anche il sito della “Tecnica della Scuola” ha messo in evidenza il problema della lunga “fila” degli utenti e il disagio per la lungaggine della piattaforma. Intanto, Matteo Renzi che nel 2015 inaugurò con il suo Governo la Carta in queste ore ha criticato la premier: “Giorgia Meloni aumenta le consulenze di Chigi, gli stipendi dei dirigenti romani, le assunzioni di amici e amichetti. Ma taglia sulla carta del docente, taglia ai professori. Tutti zitti anche stavolta? O qualcuno dirà finalmente che è una vergogna?”. A lui si è aggiunto il deputato M5S Antonio Caso: “Purtroppo – ha detto il pentastellato – tutto come ampiamente previsto: il Governo arriva in ritardo, taglia la Carta del docente e fa pagare agli insegnanti il conto delle proprie scelte: un ritardo grave e un taglio netto che confermano le criticità che stiamo evidenziando da mesi”. Infine parole dure anche da Elisabetta Piccolotti di Avs: “Il Governo odia gli insegnanti. Non c’è altra spiegazione. Non solo tiene i loro stipendi vergognosamente bassi, tra i più bassi d’Europa; non solo non li ha adeguati all’inflazione, facendo perdere loro una mensilità all’anno; ora si tagliano anche i bonus e la Carta docente scende a 383 euro”.
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