Bertolucci smonta Alcaraz: "Ma quale bersaglio sulla schiena, c'è una differenza tra lui e Sinner"

  • Postato il 26 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Non ha certo lasciato una bella immagine di sé Carlos Alcaraz al termine del Sunshine Double. Le due sconfitte rimediate prima a Indian Wells e poi a Miami contro Daniil Medvedev e Sebastian Korda hanno restituito l’impressione di un leader della classifica ATP dalle idee confuse e dal carattere insospettabilmente fragile. L’atteggiamento più discutibile del murciano è stato il suo “lamento” a proposito delle eccessive motivazioni degli avversari quando giocano contro di lui, come se dovessero piuttosto scansarsi e lasciargli campo libero nei vari tornei. Un Alcaraz in versione “piagnone”, convinto che il mondo del tennis ce l’abbia con lui.

Bertolucci mette in guardia Alcaraz (e Sinner)

Se tanti esperti e addetti ai lavori hanno ravvisato dei limiti “psicologici” nella reazione di Alcaraz alle prime difficoltà di questo 2026, iniziato peraltro trionfalmente con le vittorie agli Australian Open e all’ATP 500 di Doha, Paolo Bertolucci ne ha piuttosto stigmatizzato l’approccio. “Lui e Jannik si devono abituare a questo stress”, ha detto l’ex capitano azzurro di Davis, nonché apprezzato commentatore tecnico, nel corso di un intervento in diretta dagli studi Sky. “Un giocatore numero 40 al mondo quando affronta quei due è normale che dia il massimo“. Bertolucci ha sottolineato poi la differenza tra Alcaraz e Sinner.

Frecciata a Carlos: “Facile sorridere quando si vince”

Carlos e Jannik vivono tensioni diverse“, ha aggiunto l’ex campione di Davis nel 1976 in Cile. “Quando sei numero uno o numero due Atp e perdi due partite, come è accaduto a entrambi, la tensione si alza, è inevitabile”. Differente è stata la risposta fornita da entrambi. Sinner non ha mai perso fiducia nei suoi metodi, nel team e nello stile di lavoro, Alcaraz ha invece iniziato a sparare a zero contro il mondo intero. “È come nello spogliatoio di una squadra, c’è armonia fino a quando si vince, poi quando perdi l’aria diventa meno leggera. Qualcosa cambia, perché quando perdi qualche domanda e qualche dubbio in testa ti viene. Tutti questi sorrisi non li vedi più”.

Miami: i lamenti di Carlos e la caparbietà di Jannik

In ogni caso, prendersela con gli avversari perché si impegnano – sembra sottolineare Bertolucci – è puerile. “Qualsiasi giocatore che entra in campo e sfida il numero 1 o il numero 2 al mondo e lo batte si mette una tacca sulla racchetta che dura per tutto l’anno. Se sei numero 30 o 40 al mondo e batti Alcaraz o Sinner fai il colpo della stagione”. Anche Sinner se l’è vista brutta a Miami: “Ad esempio, sinceramente non avevo mai visto giocare Michelsen così bene. C’erano dei momenti in cui Jannik era letteralmente sovrastato dai suoi colpi. Alla fine, poi, la differenza dei valori in campo è arrivata ma battere l’americano per Jannik non è stato facile. Non lo è per nessuno”.

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Virgilio.it

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