Biaggi crede nell'Aprilia, "tira le orecchie" a Bezzecchi e avverte: "Marquez e la Ducati restano i favoriti"
- Postato il 25 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Il Corsaro Nero a quanto pare ha trovato un po’ di compagnia. Perché erano più di 30 anni che Aprilia non si ritrovava a competere per davvero per un titolo mondiale, e all’epoca peraltro la bagarre era nelle quarto di litro, neppure nelle “vecchie” 500. Ma agli italiani andava bene così: Doohan dominava nella classe regina, Max Biaggi dettava legge in 250. E chiaramente è stato facile associare il pilota romano all’attuale momento d’oro attraversato dalla casa di Noale, con Marco Bezzecchi che dopo i primi due appuntamenti iridati guarda tutti dall’alto verso il basso. Un motivo buono per chiedere a Max se davvero questo potrebbe essere l’anno buono per rivedere un’Aprilia iridata, davanti anche alla Ducati dominatrice incontrastata delle ultime annate.
- Bezzecchi impressiona Max: "Ma deve limitare gli errori"
- Marquez resta l'uomo da battere: "Se in Texas faticasse..."
Bezzecchi impressiona Max: “Ma deve limitare gli errori”
Biaggi ha sempre un occhio di riguardo per la sua tanto amata Aprilia (di cui è brand ambassador), al punto da incensare il lavoro che è stato fatto in questo primo scorcio di stagione. “La partenza è stata decisamente incoraggiante, e questo induce a pensare che possa essere l’anno buono”, spiega il campione del mondo 250 dal 1994 al 1997.
“Bezzecchi poi mi ha impressionato: aveva chiuso alla grande il 2025, ha aperto il nuovo campionato andando, se possibile, ancora più forte. È un ragazzo che sa farsi valere e che ha il temperamento per stare con i migliori. Deve limitare solo gli errori: in Thailandia tra prove e Sprint è caduto tre volte, e questo significa che spesso eccede un po’ con la foga e rischia di rovinare quello che di buono riesce a produrre in condizioni normali. Deve saper gestire bene le emozioni e l’entusiasmo, senza andare mai oltre il limite. I mondiali li vince chi commette meno errori e si mostra più continuo, non sempre il pilota più forte o veloce in pista”.
Parole che Biaggi soppesa pensando anche ai rivali nella corsa iridata del Bez. “Marquez e Martin hanno esperienza da vendere e sono abituati a lottare per certi traguardi. Chiaro che Marquez è il pilota di riferimento in griglia: se lo batti, anche se non vinci la gara ti senti soddisfatto. Marco ha meno da perdere, ma strada facendo imparerà che non avrà soltanto da guadagnare, perché molti cominceranno a fare la corsa su di lui”.
Marquez resta l’uomo da battere: “Se in Texas faticasse…”
Biaggi è convinto di una cosa: questa Aprilia è nata bene e può soltanto migliorare. “Vincere un titolo a questo livello significa avere un gran pilota e una grande moto, ma anche una grande squadra che sappia come svilupparla in corso d’opera. L’azienda è compatta attorno a questo progetto, la moto è cresciuta tanto e credo che Massimo Rivola e Fabiano Sterlacchini abbiano fatto i passi giusti nel momento giusto. Dopo aver assistito per anni al dominio Ducati, pensare di vedere aprirsi un altro ciclo targato Aprilia sarebbe bellissimo”.
Ducati che rimane però la moto da battere, anche a detta di Max. “Per quanto Aprilia stia facendo grandissime cose, non penso che Ducati sia già da considerarsi battuta. I favoriti restano Marquez e la sua moto ufficiale: difficile toglierli dalle prime posizioni, anche se nei primi due gran premi la strada ha raccontato che c’è chi è andato più veloce. Mancano troppe gare per poter pensare a un ribaltone permanente”.
La prossima peraltro, ad Austin, è una sorta di ranch privato di Marquez. “Di solito in Texas fa uno sport diverso da tutti gli altri, perché è una pista che strizza l’occhio ai mancini e questo sicuramente aiuta Marc a sentirsi di più a suo agio. Chiaro però che se domenica le cose dovessero andare nella direzione vista in Thailandia e Brasile, allora in Ducati si accenderebbero tante spie luminose, ognuna a simboleggiare un singolo allarme. A Jerez comincerà comunque un altro campionato, ma dopo Austin avremo già un quadro piuttosto definitivo su quali siano realmente i valori di forza”.