Biogas a Policoro, arriva l’ok del Tar
- Postato il 6 febbraio 2026
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Biogas a Policoro, arriva l’ok del Tar
Il Tar dà l’ok: respinto il ricorso di proprietari di immobili e terreni vicini al sito scelto per la centrale biogas a Policoro
POTENZA – Avanti con la realizzazione della nuova centrale a biogas a Policoro, in contrada Acinapura.
Lo ha deciso il Tar Basilicata respingendo il ricorso dei proprietari di immobili e terreni vicini al sito dove dovrebbe sorgere il digestore di circa 94.000 tonnellate annue di reflui zootecnici e scarti agricoli della Policoro Green Società A gricola srl di Marco Vitale.
Il ricorso, «trasposizione in sede giurisdizionale del ricorso straordinario al Capo dello Stato originariamente proposto», puntava all’annullamento della determina con cui la direzione generale del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata, il 30 dicembre 2024, ha concesso l’autorizzazione unica regionale al progetto.
BOCCIATI I RILIEVI SUL MANCATO COINVOLGIMENTO DI CITTADINANZA E COMUNE
Il collegio presieduto da Stefania Santoleri, però, ha bocciato i rilievi sul mancato coinvolgimento della cittadinanza e del Comune di Policoro nel procedimento autorizzativo.
Per i giudici amministrativi, infatti, i primi non ne avrebbero avuto titolo, mentre il secondo avrebbe ricevuto l’informazione in tempo utile, a settembre 2024. Sicché: «la conseguente condotta comunale – sostanziatasi nella mancata partecipazione alla sede conferenziale – è, a ben vedere, l’espressione di una libera scelta rispetto alla quale le censure in esame si pongono in insanabile contraddizione e dalla quale non possono farsi discendere, dunque, effetti vizianti in danno del provvedimento autorizzatorio».
«Il Comune – scrive ancora il Tar – ha continuato a serbare un contegno di assoluta inerzia (contrastante con i richiamati parametri), astenendosi da ogni iniziativa diretta a garantirsi l’effettiva partecipazione ad una sede procedimentale alla quale non poteva dirsi indifferente (come i successivi sviluppi giurisdizionali hanno dimostrato), ivi inclusa, in particolare, l’eventuale formulazione di una semplice richiesta di proroga dei termini in suo favore».
I magistrati amministrativi parlano apertamente di «pretestuosità delle censure» dell’amministrazione comunale.
BOCCIATI I RILIEVI DI ARPA E ASL
Bocciati anche i rilievi sui pareri favorevoli espressi, per quanto riguarda gli impatti ambientali e sanitari, dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e l’Azienda sanitaria locale di Matera.
Al riguardo nella sentenza appena depositata si parla di «un sindacato sostitutivo impingente nel merito amministrativo (…) da considerarsi inammissibile».
Rassegnate, in particolare, una serie di prescrizioni «volte all’efficace tutela da dannose emissioni odorigene» alle quali la società avrebbe «tempestivamente provveduto a conformarsi».
Quanto alle competenze sindacali in materia sanitaria il Tar sostiene il loro carattere «recessivo rispetto ai pareri e agli atti di assenso o di diniego provenienti da autorità tecniche operanti nel campo della tutela ambientale e sanitaria».
ESCLUSO L’IMPATTO SU SITI D’INTERESSE
Esclusa, poi, la necessità di una valutazione di incidenza dell’impianto sui siti di interesse naturalistico vicini. In particolare il Bosco Pantano di Policoro e le foci di Sinni e Agri. A causa dell’assenza di elementi per ipotizzare «incidenze significative» sui siti in questione.
«Le ulteriori plurime deduzioni (a tratti altamente specialistiche) volte a dimostrare presunti vizi istruttori dell’autorizzazione, in punto di tutela della pubblica incolumità e del territorio – prosegue ancora il Tar in tema di rischio alluvionale -, si presentano essenzialmente generiche (non essendo specificato se e in che misura le ipotizzate omissioni istruttorie siano rilevanti in ottica invalidante), oltreché impingenti nel merito della discrezionalità amministrativa (non essendo assistite dall’enucleazione di indici sintomatici di manifesta illogicità, travisamento ed inattendibilità delle contrarie conclusioni alle quali è pervenuta l’amministrazione)».
«Il provvedimento autorizzatorio per cui è causa – prosegue il collegio presieduto da Santoleri – è stato adottato in conformità agli esiti di un’articolata conferenza di servizi nella quale sono stati debitamente apprezzati tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti nell’iniziativa progettuale, con assegnazione di prevalenza a quelli connessi alla realizzazione della stessa».
Respinte, infine, le doglianze sull’assenza di un’autorizzazione all’allaccio alla rete gas e di sistemi di abbattimento delle emissioni. Le prime in ragione del progetto per l’allacciamento in questione depositato agli atti, e le seconde in quanto l’abbattimento delle emissioni non sarebbe necessario per gli impianti del tipo di quello progettato dalla Policoro Green, che non brucia il gas prodotto sul posto ma lo immette sulla rete.
I ricorrenti sono condannati a pagare 3mila euro alla società per le spese di lite sostenute.
Il Quotidiano del Sud.
Biogas a Policoro, arriva l’ok del Tar