Bonifica di Crotone, del Tenorm all’ex Pertusola si sapeva dal 2017

  • Postato il 25 gennaio 2026
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Bonifica di Crotone, del Tenorm all’ex Pertusola si sapeva dal 2017

Bonifica al palo a Crotone, Arpacal rilevò livelli di radioattività anomali già nel 2017 per la presenza di Tenorm nel sito ex Pertusola.


CROTONE – Si sapeva almeno dal 2017 che i livelli di radioattività nell’area ex Pertusola erano anomali. Eppure soltanto oggi Eni Rewind conferma al ministero dell’Ambiente e alla Prefettura di Crotone che le analisi sui campioni prelevati dall’area contaminata evidenziano concentrazioni superiori a quelli fissati dalle norme che tutelano le persone da esposizioni a radiazioni. Il rinvenimento reso noto l’8 gennaio scorso da Eni Rewind ha determinato il fermo della quasi totalità delle operazioni di bonifica dell’area Sin di Crotone per la presenza di materiali contenenti Tenorm per l’impossibilità di smaltire le scorie.

LE VERIFICHE DEL 2017

Eppure, non c’era bisogno che lo dicesse lo stabilimento specializzato di Pavia a cui fa riferimento Eni Rewind. Il 14, il 15 e il 21 giugno 2017, il dipartimento Arpacal di Crotone eseguì operazioni di verifica dei livelli di radioattività ambientale nelle aree ex Pertusola, presso la discarica a mare ex Armeria e presso la discarica a mare ex Fosfotec. L’obiettivo era quello di accertare l’eventuale presenza di anomalie radiometriche. Il Quotidiano è in possesso della relazione.

CAROTAGGIO ALL’EX PERTUSOLA

In particolare, il carotaggio nel sito ex Pertusola, lo stesso in cui sono stati rinvenuti i Tenorm di recente, scaturiva da «un approfondimento di indagine derivante dal sospetto, tra l’altro già confermato, della presenza di meta silicati contenenti Tenorm, nei primi 30, 40 centimetri della superficie interessata». Si trattava di un’indagine suppletiva, poiché da una verifica di Arpacal era già stata riscontrata la presenza di metasilicati contenenti Tenorm. L’ipotesi di contaminazione era confermata nel sito di ex Pertusola grazie a carotaggi eseguiti fino ad una profondità di 2,5 metri. Nelle discariche ex Armeria ed ex Fosftec solo a certe profondità e non in tutte le carote estratte si trovavano contaminazioni di metasilicati miscelati con materiale inerte.

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RISCHIO DI ESPOSIZIONE

Nei campioni contaminati, «il livello di radioattività è 3/4 volte il fondo ambientale e la contaminazione superficiale a contatto è 6/7 volte quella del fondo», scrivevano i tecnici di Arpacal. La relazione si soffermava poi sul rischio di esposizione alle radiazioni per i lavoratori e la popolazione e sulle necessarie azioni di contenimento da predisporre durante i campionamenti. La cosa più importante, però, è che il livello di radioattività ambientale rilevato in alcuni punti era «anomalo e non compatibile con il fondo della stessa area».

RELAZIONE NEL CASSETTO

I valori anomali di radioattività erano dovuti alla presenza nel primo strato della superficie stradale, fino a 40 centimetri, di meta silicati contenenti Tenorm. Il Tenorm era sfuggito al piano di caratterizzazione predisposto da Ispra nel 2004 ed iniziato nel 2009 con 85 punti di prelievo. Ma il punto è come e dove si fanno i carotaggi. Chissà in quale cassetto è rimasta nascosta la relazione Arpacal del 2017.

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