Bonifica di Crotone, il tenorm sfuggito alle caratterizzazioni

  • Postato il 16 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Bonifica di Crotone, il tenorm sfuggito alle caratterizzazioni

Perplessità sul rinvenimento che ha determinato lo stop della bonifica di Crotone, tenorm non rilevato dalle caratterizzazioni


CROTONE – Venticinque anni non sono bastati. La bonifica del Sin di Crotone è di nuovo ferma al palo, congelata in un eterno presente di polvere e recinzioni arrugginite. C’è un’intera generazione di cittadini che è nata e cresciuta sotto l’ombra di fabbriche dismesse sentendosi promettere una bonifica che, puntualmente, inciampa a un passo dal traguardo. Il nuovo stop non è soltanto un intoppo tecnico, ma una ferita aperta nel rapporto tra Stato e territorio. Dal 2001, la parola “bonifica” a Crotone è una preghiera rimasta sospesa. Una promessa elettorale che invecchia insieme ai cittadini. E una rubrica fissa sui giornali.

SCAVI SOSPESI

Nonostante i fondi stanziati e le perizie accumulate in due decenni, le macchine si sono spente ancora una volta. Il risultato è un territorio ostaggio del passato. Mentre il diritto alla salute continua a essere subordinato a ostacoli che nessuno sembra in grado di sbrogliare. Le attività di scavo sono state sospese da Eni lo scorso 8 gennaio, dopo il rinvenimento di materiali contenenti tenorm nella discarica a mare.

LE CARATTERIZZAZIONI

Eppure, l’area marina, inclusa nella perimetrazione del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, è stata oggetto dei piani di caratterizzazione predisposti da Ispra, di un “Piano preliminare di caratterizzazione ambientale dell’area marino costiera  prospiciente il sito di interesse nazionale di Crotone”, esaminato nella Conferenza di  Servizi istruttoria del 13 febbraio 2003 e giudicato “approvabile con prescrizioni”. Oggetto, anche, di un “Piano di caratterizzazione ambientale dell’area marino costiera prospiciente il sito di  interesse nazionale di Crotone”, approvato nella Conferenza di Servizi decisoria del 24  novembre 2004. E di un “Piano di caratterizzazione ambientale sull’area costiera ed integrazione sull’area  fronte Pertusola”, approvato dalla Conferenza di Servizi decisoria del 16 settembre 2004.

RIBELLI KRONICI

Come mettono in evidenza i ragazzi del team i ribelli KRonici, studenti del liceo classico Pitagora di Crotone, qualcosa non va. Sono impegnati, nell’ambito del progetto nazionale A scuola di Opencoesione, nel monitoraggio civico del progetto di “Caratterizzazione ambientale dell’area marino costiera prospiciente il sito di interesse nazionale di Crotone”. Attività che risulta essere iniziata il 24 marzo del 2009 e per la quale sono stati spesi 354.413,64 euro. Ente programmatore la Regione Calabria, ente beneficiario il Comune di Crotone. Obiettivo operativo del progetto di caratterizzazione era completare la bonifica dei siti contaminati per recuperare alle opportunità  di sviluppo sostenibile le aree contaminate, anche a tutela della salute pubblica e del territorio.

60 CAMPIONI

Già nel verbale della conferenza dei servizi decisoria dell’11 luglio 2007, ribadiscono gli studenti, si dice che per la caratterizzazione della discarica a mare erano stati prelevati 60 campioni di terreno, posti in opera 4 piezometri fino a 30 metri di profondità. I risultati della caratterizzazione avevano evidenziato una contaminazione dovuta alla presenza di antimonio, arsenico, cadmio, mercurio, piombo, rame, tallio e zinco. Si rilevava, inoltre, una situazione di contaminazione diffusa soprattutto nell’area meridionale, in prossimità della linea di costa ed era imputabile a zinco, cadmio, rame e piombo oltre che a mercurio, arsenico e Ddt. 

IL RAPPORTO ISTISAN

Inquinanti  che, come riportato nel Rapporto Istisan16/9, hanno caratteristiche di persistenza, tossicità, per uomo e ambiente e bioaccumulo.  Si fa poi riferimento al “Piano per la caratterizzazione radiometrica preliminare dell’area marino costiera prospiciente il sin  del 2005”. Erano previsti 85 punti di rilievo ma 12 non erano risultati idonei alla perforazione e al campionamento. Nel verbale si parla, addirittura, di una caratterizzazione integrativa della discarica a mare poiché era necessario estenderla  a profondità maggiori fino a raggiungere il terreno pulito.

LEGGI ANCHE: Bonifica di Crotone, per la Commissione Ecomafie smaltimento interno imposto da norme Ue

 IL REPORT DI LEGAMBIENTE

Nel Report di Legambiente “Liberi dai veleni” del 2021 si fa riferimento per le aree di discarica a mare allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla discarica ex Fosfotec e ai terreni e ai materiali provenienti dallo stabilimento ex Fosfotec, caratterizzati dalla presenza di materiali contenenti radionuclidi naturali norm/tenorm. In effetti,  tenorm e amianto erano stati rinvenuti nel dicembre scorso  nel sito ex Agricoltura e questo aveva determinato un altro blocco delle procedure di risanamento. Mancano, infatti,  strutture autorizzate a trattare materiali con valori radiometrici anomali.

IMPATTO SANITARIO

Intanto, la contaminazione continua. Come riportato nell’ultima Relazione della Commissione ecomafie, “le evidenze descrivono un impatto sanitario già in atto, riconducibile all’inquinamento ambientale storico del sito”. Alla fine, restano i numeri del disastro. Tonnellate di rifiuti, milioni di euro stanziati e diritti calpestati. E il silenzio, in questo lembo di Calabria, continua a fare molto più rumore delle ruspe che, nei cantieri, restano immobili.

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