Bosnia, come gioca la nazionale di Barbarez: le ultime sulla formazione, il pericolo da temere

  • Postato il 30 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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L’Italia non dovrà bluffare, contro la Bosnia dovrà mettere in campo tutta la sua forza. Anche perché troverà davanti un professionista del poker. Di chi si tratta? Del ct avversario Barbarez. Ha partecipato a diversi World Tour ottenendo ottimi risultati e vincite. E sostiene anche che ci sia un’affinità tra le tattiche del calcio e quelle del gioco di carte. Il percorso fino alla finale dei playoff dei Mondiali per ora sta tendendo la mano al commissario tecnico. E contro gli azzurri a Zenica andrà all-in per fare la storia. Dall’altra parte Gattuso cercherà di non permetterglielo, ma dovrà fare attenzione a vari punti di forza degli avversari.

La probabile formazione

Il ct dovrebbe andare sul sicuro, confermando l’ultimo undici titolare che ha portato la Bosnia in finale. Tanta compattezza, due linee da quattro in fase difensiva e molto equilibrio.

BOSNIA (3-5-2), la probabile formazione: Vasjli; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac; Bajraktarevic, Tahirovic, Sunjic, Memic; Dzeko, Demirovic. Ct. Barbarez.

Come gioca la Bosnia

Linea difensiva bassa, centrocampo denso, quasi soffocante, e una ricerca immediata delle punte: questo il mantra calcistico della Bosnia. Non ama il palleggio prolungato degli avversari, ma sa diventare estremamente pericolosa nelle situazioni che contano, come nei calci piazzati e nelle ripartenze. È una squadra che non ha bisogno di dominare per vincere. Le basta restare dentro la partita, aspettare il momento giusto, e colpire. Poi Barbarez può sempre attingere a qualche asso nella manica: uno su tutti il talento Alajbegovic, che ha segnato il rigore decisivo contro il Galles. Il Bayer Leverkusen ha da poco esercitato la recompra, mentre il ct dovrà decidere se lanciarlo dal primo minuto o farlo entrare nella ripresa per spaccare la partita.

I pericoli della Bosnia e il talento Alajbegovic

Le certezze davanti e una nuova luce che brilla: la Bosnia guarda al futuro senza perdere il legame con ciò che è stato. In attacco, la coppia composta da Dzeko e Demirovic rappresenta un equilibrio affascinante tra esperienza e freschezza. Il primo conosce bene la Serie A (così come Muharemovic, Kolasinac e anche Tahirovic) ed è una figura simbolica, un punto di riferimento; il secondo, invece, incarna una crescita costante. In Bundesliga, con lo Stoccarda, si è messo in evidenza grazie a gol e prestazioni convincenti, nonostante una stagione complicata anche da un fastidioso problema al piede. E poi c’è quell’energia giovane, spesso decisiva nei momenti più delicati.

A rappresentarla è Alajbegović, classe 2007, uno di quei talenti che sembrano sbucare all’improvviso ma che in realtà sono il prodotto di una generazione nuova, ambiziosa e senza timori. Ha già lasciato il segno: rigore decisivo contro il Galles, personalità sorprendente e numeri importanti anche con il Salisburgo. Undici gol e tre assist, ma soprattutto la capacità di trasformare ogni pallone in un’opportunità. Non è un caso se il Bayer Leverkusen ha deciso di riportarlo “a casa” esercitando la recompra. Anche il Milan lo segue con grande interesse e potrebbe presto farsi avanti con il club tedesco. È il volto di una Bosnia che non vuole più soltanto resistere, ma riscrivere il proprio futuro.

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Virgilio.it

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