Botulino: il lato oscuro e pericoloso delle punture anti-rughe

  • Postato il 11 gennaio 2026
  • Di Panorama
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Non è vero che il botulino toglie le rughe. Ci toglie molto di più: emozioni, espressività, consapevolezza del rischio. E soprattutto, salute. Da quando abbiamo smesso di chiederci cosa ci facciamo iniettare sotto pelle, il confine tra medicina e business si è pericolosamente assottigliato, fino quasi a sparire. Lo scorso settembre Allergan Aesthetics, tra i principali produttori mondiali di botulino, ha pubblicato sul proprio sito un avviso rivolto ai consumatori: gli effetti avversi sono reali, e un utilizzo improprio o in sedi non autorizzate può provocare complicazioni gravi e potenzialmente mortali, tra le quali difficoltà respiratorie e di deglutizione, problemi di linguaggio, ma anche visione doppia, perdita della voce o perdita del controllo della vescica. Allergan precisa che i casi più preoccupanti, comunque, non sono stati rilevati quando il prodotto è stato usato nelle aree previste dai protocolli (rughe glabellari, fronte, “zampe di gallina” e quindi contorno occhi) e con le dosi raccomandate. Il fatto è che ormai, complici le tendenze che spopolano sui social, la tossina viene utilizzata “full face”, quindi praticamente ovunque. Il risultato sono visi deformati e inespressivi che sempre più spesso sono quelli di ragazzi e ragazze che iniziano col botulino già a 18 anni e poi non riescono più a fermarsi.

Neurotossina e sistema nervoso

I rischi sono tanti. «Il botulino è una neurotossina che sceglie come proprio “bersaglio” il tessuto nervoso» dice a Panorama il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore scientifico dell’istituto dermoclinico Vita Cutis di Milano. «Non è un’innocua crema idratante, non è acido ialuronico. La tossina botulinica agisce sul nervo proprio nel suo punto più delicato: nella giunzione neuromuscolare. Parecchi anni fa, studiando l’azione del botulino nei topi, il neuroscienziato Matteo Caleo del Cnr di Pisa (morto tre anni fa, ndr) ha dimostrato che iniettandolo nel muso dei ratti, lo si ritrovava – grazie a un meccanismo retrogrado – nel cervello. Ovviamente erano state usate dosi molto alte, ma tutto ciò può significare che la tossina riesce a entrare nei nervi e, risalendo all’indietro, arrivare all’encefalo». Questo è stato riscontrato solo sugli animali di laboratorio e non abbiamo certezza del fatto che possa accadere anche negli esseri umani ma – secondo il dottor Di Pietro – tale evenienza potrebbe anche spiegare come mai dopo le iniezioni di botulino alcune persone sperimentano appunto mal di testa, disturbi della vista, affaticamento e indebolimento.

I casi internazionali e l’allarme sanitario

La cronaca intanto ci racconta che nel Regno Unito, nel luglio 2025, sono stati segnalati 38 episodi di intossicazione da botulino subito dopo trattamenti estetici eseguiti in centri non autorizzati. L’allarme è stato così forte che il governo britannico ha annunciato norme di controllo più severe con l’obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza. Anche negli Stati Uniti l’attenzione è altissima, dopo che la Fda nell’Aprile 2024 ha segnalato 22 casi di intossicazione, distribuiti in 10 diversi Stati, riguardanti persone che avevano ricevuto iniezioni di tossina botulinica: i sintomi andavano proprio dalla visione offuscata alle difficoltà di parola, dai problemi respiratori all’affaticamento. Per undici di questi pazienti si è reso necessario il ricovero in ospedale e alcuni hanno dovuto assumere l’antidoto. I rischi, quindi, sono sempre dietro l’angolo, e del resto non potrebbe essere diversamente, dato che l’amato botulino, lungi dall’essere innocuo, nasce come farmaco potentissimo.

Dalla chirurgia ricostruttiva all’estetica di massa

«La tossina botulinica non è stata certo scoperta ieri», ci dice Franz Baruffaldi Preis, direttore del Centro ustioni e chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ospedale Niguarda di Milano e chirurgo estetico. «È un farmaco presente in medicina da molti anni. In origine veniva utilizzato in chirurgia ricostruttiva e in ambito oculistico per trattare lo spasmo delle palpebre, poi è stato impiegato per il torcicollo congenito e infine è entrato nella pratica della chirurgia estetica, per correggere le rughe causate dalla mimica facciale. Oggi è tuttora l’unico trattamento efficace per ridurre l’attività dei muscoli mimici. La sua azione dura in genere dai quattro ai sei mesi: poi la placca neuromotrice si rigenera e la muscolatura torna a contrarsi normalmente. A quel punto riappaiono le rughe».

Sicurezza, costi e mercificazione

È quindi efficace, e molto amato, proprio perché ringiovanisce il viso come (per ora) nessun altro trattamento, e non dobbiamo certo cadere nell’errore di fare di tutta l’erba un fascio: il discrimine deve essere, sempre, la sicurezza. «Fare trattamenti a base di botulino è sempre un atto medico, e come tale può rivelarsi pericoloso: se non si è estremamente esperti nell’uso e non si seguono tutte le procedure di sicurezza durante i trattamenti, si può andare incontro a problemi seri», afferma Andrea Spano, chirurgo e fondatore di The Clinic, una delle più conosciute cliniche estetiche italiane, a Milano. «Occorre saperlo conservare, diluire, utilizzare: e quando si inietta il botulino nella pelle bisogna stare molto attenti a rimanere nello strato del sottocute e a non “entrare” in un vaso sanguigno. Perché da lì la tossina può andare in circolo, e si può verificare un rischioso assorbimento sistemico».

Giovani, assuefazione e alternative

Fondamentale, poi, non abusare dei trattamenti: perché spesso si arriva a una sudditanza psicologica verso la «finta» eterna giovinezza, con il rischio che, a lungo andare, la tossina botulinica smetta anche di agire. «Se si inizia con queste pratiche quando si è molto giovani, poi si prosegue sempre, perché appena svanisce l’effetto della puntura non ci si piace più» avverte Baruffaldi Preis. «Il pericolo è che i recettori del botulino si “abituino” e lo rendano non più efficace. È come un’assuefazione».

Rughe come memoria dell’esistenza

A questo punto, ha senso pagare migliaia di euro per «cambiarci i connotati» per poi pentirci e spenderne il doppio per tornare naturali? Forse il vero segreto non è cancellare le rughe, ma ricordarci perché ci sono: rappresentano la memoria visibile delle emozioni, dei rischi presi, delle esperienze, delle notti insonni e delle risate di troppo. Insomma, dell’esistenza. Lo diceva già, in una celebre risposta al suo truccatore, la grande attrice Anna Magnani: «Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!».

Autore
Panorama

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