Brignone beffata dal regolamento: niente status da infortunata, addio alla discesa? Goggia mette la coppa nel mirino

  • Postato il 2 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Due medaglie d’oro insperate, Federica Brignone a Milano Cortina ha firmato un’autentica impresa sportiva. Ma i segni di quel terribile infortunio dell’aprile 2025 continuano a essere più che evidenti. L’azzurra ha provato ad andare avanti anche dopo i Giochi, ma al termine del weekend ad Andorra ha deciso di chiudere anzitempo la sua stagione. Una scelta di logica e buon senso per la Tigre di La Salle che ora potrà tornare a dedicarsi al pieno recupero fisico. Ma anche una beffa dietro l’angolo.

Status di infortunata: perché Brignone non può usufruirne

Lo sci è uno sport che mette a dura prova atleti e atlete e per questo motivo, anche per preservare i big, è stata istituito lo status di infortunato, un meccanismo del regolamento FIS per permettere agli atleti di alto livello di non perdere la posizione di partenza dopo un lungo stop. Una soluzione che sarebbe stata un’opportunità per Federica Brignone se avesse saltato completamente la stagione 2025/2026 e fosse rientrata direttamente nella prossima. Uno dei requisiti per richiedere questo status è quello di aver avuto al massimo una singola partenza per disciplina. Un limite che Brignone ha superato in tutte e tre quelle che abitualmente pratica.

Il problema per la prossima stagione

La decisione di continuare a gareggiare dopo le Olimpiadi di Milano Cortina era nata anche per evitare di ritrovarsi ad affrontare una partenza ad handicap nella prossima stagione. L’impossibilità di sfruttare lo status di infortunata avere un peso sin dalle prime gare. In questo momento Federica Brignone ha 161 punti FIS (quelli che determinano i gruppi di merito). Rimanere nelle 10 migliori è praticamente impossibile con l’azzurra che nella migliore delle ipotesi entrerà nel secondo gruppo di merito nella prossima stagione ma rischia anche di finire fuori dalle 20 e dunque partire con un pettorale dal 21 al 30.

Nonostante l’oro a Milano Cortina, Brignone partirà fuori dai primi due gruppi di merito anche in gigante con le prime gare che le consegneranno un pettorale dal 16 in su. Paradossalmente a escluderla dalla possibilità di accedere allo status di infortunata è proprio la gara olimpica che gli è valsa l’oro, il suo secondo start stagionale.

Resta da capire la situazione in discesa, l’azzurra ha preso parte solo a quella delle Olimpiadi mentre a Crans Montana era iscritta e pronta a gareggiare prima della cancellazione della prova a causa delle condizioni meteo e della pista (li dove Vonn ha subito il primo infortunio). Resta da capire se quell’iscrizione gli vale come start e in quel caso non avrà possibilità di accedere allo status di infortunata neanche in questa disciplina. I 26 punti conquistati fino a questo momento la tengono lontano dal gruppo delle migliori e potrebbe anche uscire dalle 30. In una disciplina che non è mai stata la sua preferita (solo nel 2025 è arrivata la prima vittoria) e che mette anche a dura prova il suo fisico, un pettorale di partenza alta potrebbe anche essere un rischio molto alto. E chissà se partire in condizioni così complicate non la possa spingere a rinunciare alla specialità senza dubbio più pericolosa.

Goggia, altro weekend super

Neanche il tempo di festeggiare per la vittoria nel supergigante di Soldeu, che per l’Italia è tempo di tornare in pista per il fine settimana di gare previsto a Passo San Pellegrini dove sono in programma due discese libere (venerdì e sabato) e proprio un superG in programma nella giornata di domenica. Un weekend importante per tutte le azzurre ma che sarà particolarmente significativo per Sofia Goggia che ha l’opportunità di ambire a vincere la coppa di specialità in superG in una classifica che la vede al comando su Alice Robinson e Emma Aicher. Imponente la flotta azzurra che sarà impegnata nelle due gare visto che oltre a Sofia Goggia ci saranno Laura Pirovano, Elena Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Roberta Melesi, Asja Zenere, Sara Allemand, Sara Thaler e Ilaria Ghisalberti.

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