Cabinovia in Valbisagno, comitati sul piede di guerra: “È uno Skymetro light, ci sentiamo traditi”
- Postato il 30 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Attoniti e sgomenti“. A due giorni dalla presentazione dello studio del Politecnico di Milano, i comitati della Valbisagno preparano già le barricate contro la cabinovia individuata come soluzione definitiva per il trasporto pubblico. Un’ostilità maturata nel corso degli ultimi mesi, prima per la mancanza di coinvolgimento nella prima fase del lavoro portato avanti dal team del professor Coppola, poi in reazione all’anticipazione di Genova24 sul sistema individuato come “erede” dello Skymetro.
“La cabinovia è di fatto uno Skymetro light, con qualche aspetto migliore, qualche aspetto peggiore, ma complessivamente gli stessi difetti”, accusa in un post il comitato che in questi anni ha guidato l’opposizione alla metro sopraelevata voluta dalla giunta Bucci-Piciocchi e cancellata dalla giunta Salis.
“Qualcuno sperava di aver capito male, che la cabinovia fosse in un ventaglio più ampio di proposte, invece non è così e tutti si sentono traditi – osserva Vincenzo Cenzuales dell’associazione MobilitaGenova, braccio operativo del fronte del no -. Dal punto di vista del metodo siamo scandalizzati e turbati. Abbiamo chiesto di incontrare Salis a giugno, non ci ha mai risposto. Abbiamo chiesto di incontrare il Politecnico tra ottobre e dicembre, nessuno ci ha mai detto nulla. Adesso la politica parlerà con la politica: prima in coalizione, poi in Comune e nei Municipi. E i cittadini quando verranno ascoltati? Il percorso partecipativo si fa in modo diverso, come aveva fatto un’altra giunta di centrosinistra nel 2011, coinvolgendo ovviamente l’Università. Ma se ne sono dimenticati”. Per la cronaca quella giunta era guidata da Marta Vincenzi e alla fine venne scelto il tram per la Valbisagno, ma nessuna amministrazione riuscì poi a concretizzarlo.
Nel merito, poi, ci sono numerose perplessità: “È vero che è molto meno impattante, non c’è un impalcato, ma ci sono 50 piloni – prosegue Cenzuales -. E di certo quelli che abitano in via Cagliari non sarebbero dello stesso parere. Almeno lo Skymetro era una metropolitana. I sacrifici qualcuno li deve subire, ma devono esserci dei vantaggi. Stiamo parlando dell’1% di abbattimento del traffico, un numero irrilevante. Il ministero non finanzierà mai un sistema che non è trasporto rapido di massa, perché porta 1.200 persone, e che non ridurrà la congestione stradale. Il professor Coppola, tra l’altro, ha fatto un altro gravissimo errore: non esplorare i sistemi a raso col presupposto errato che sia necessario il 100% di percorso riservato”.
È presto per dire ufficialmente che il comitato si trasformerà in No cabinovia, anche se qualcuno sussurra che gli striscioni siano già pronti. La decisione sul da farsi verrà presa dopo Pasqua in un’assemblea plenaria “partendo però da un giudizio fortemente negativo”. A esacerbare il clima la frase della sindaca Salis: “Se alla fine la maggioranza esprimerà contrarietà a questo progetto insieme ai territori, non voglio più sentire nessuno che si lamenta di quanto ci mette ad andare in centro“. Una frase che i più hanno letto in parafrasi come “prendere o lasciare“. Il fronte dei contrari, peraltro, potrebbe saldarsi paradossalmente con quello pro Skymetro spalleggiato dal centrodestra già nel precedente ciclo amministrativo.
Il comitato di via Vecchia: “Un altro progetto calato dall’alto”
A prendere posizione intanto è un altro comitato, quello di via Vecchia e dintorni, sorto nel 2022 contro il progetto della nuova rimessa con parcheggio di interscambio per gli assi di forza: “In campagna elettorale – ricorda la presidente Raffaella Capponi -. la sindaca aveva preso un impegno firmando un documento in cui si chiedeva di apportare una variante inserendo il parcheggio di interscambio all’interno della futura officina, anziché disporlo su due piani sopra l’edificio. Dallo studio si evince che non solo i due piani di parcheggio verranno realizzati, ma esiste pure la possibilità che sul tetto dello stabile venga inserita la stazione della funivia, che insisterebbe in un contesto urbano densamente popolato e con un traffico veicolare intenso, senza avere fatto un adeguato studio sull’inquinamento acustico prodotto dalle cabine in arrivo e in partenza ogni 30 secondi dalle ore 6 alle ore 23″.
“La sindaca Salis ha detto che l’opzione zero non è nei suoi piani ma neanche i comitati la vogliono, però si aspettavano un dibattito, una discussione per decidere insieme la soluzione migliore per il territorio – continua Capponi -. Invece, ora si ritrovano uno studio che sa tanto di progetto calato dall’alto (di nuovo) e i cittadini possono solo fare delle osservazioni che potranno essere accolte o meno dall’amministrazione. Anche la giunta precedente qui in Val Bisagno permetteva ai cittadini di dare pareri per cambiare minimi dettagli di cose già decise. I cittadini della valle si aspettavano un vero percorso partecipato che non può ridursi all’essere eventualmente interpellati e solo per modifiche marginali ad uno studio commissionato in autonomia dal Comune”.
Avs in Bassa Valbisagno: “Raccogliamo opinioni e dubbi dei cittadini”
E mentre si vocifera che in maggioranza siano molte di più le voci perplesse che quelle entusiaste (l’appuntamento con la coalizione è fissato tra un mese) la prima mossa la fa Avs in Municipio Bassa Valbisagno aprendo un canale con la cittadinanza per raccogliere opinioni, dubbi e contributi: “Da oggi ci facciamo parte attiva per favorire il dialogo e la trasparenza – spiegano i consiglieri Simone Leoncini e Guglielmo Frisone -. Oltre alla raccolta di segnalazioni digitali, ci impegniamo a organizzare momenti di incontro e confronto diretto nel Municipio e sul territorio, per discutere insieme le prospettive dell’opera”. Intanto si può scrivere all’indirizzo partecipa.bassavalbisagno.avs@gmail.com