Cacciari: “Putin vuole invaderci? Delirio di deficienti. Ma se è come Hitler, Ue crei l’esercito comune e dichiari guerra alla Russia”
- Postato il 26 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Putin vuole invadere l’Europa o arrivare a Varsavia e a Berlino? Puro delirio di qualche deficiente. Ma se i ceti politici europei ritengono che Putin rappresenti una minaccia paragonabile a quella di Hitler, creino un esercito europeo e dichiarino guerra alla Russia“. È la sfida che il filosofo Massimo Cacciari, ospite di Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, lancia ai leader europei che si ostinano a non fermare la guerra in Ucraina con un negoziato.
L’ex sindaco di Venezia denuncia a chiare lettere la mancanza di visione politica e diplomatica da parte dell’Occidente. Fin dai primi mesi della campagna militare russa, Cacciari aveva avvertito che lo scontro avrebbe assunto una portata estesa, una previsione basata sulla comprensione delle dinamiche geopolitiche in gioco. “Come si poteva pensare che potesse non assumere un valore globale?”, si domanda il filosofo, ricordando come i piani per installare basi Nato a ridosso di Mosca e le tensioni mai sopite in Donbass e Crimea fossero micce pronte a esplodere.
Secondo Cacciari, la comunità internazionale avrebbe dovuto agire d’anticipo, aprendo “un tavolo di pace al massimo livello” per costringere le parti a un accordo prima dell’escalation. Esistono, spiega il filosofo, due modi per porre fine a un conflitto: la pace del vincitore assoluto, come è avvenuto per le due guerre mondiali, e la “pace patto”, che nasce da un compromesso tra interessi definiti.
“Questa era una situazione in cui il compromesso era certamente raggiungibile se da una parte e dall’altra si fosse ragionato”, afferma, sottolineando che non vi era una reale volontà russa di occupare l’Europa, né un’intenzione occidentale di attaccare la Russia partendo dall’Ucraina. La soluzione, già delineata negli accordi di Minsk del 2015, consisteva nel sistemare l’Ucraina nell’Alleanza Atlantica in modo non minaccioso per Mosca e risolvere la questione del Donbass.
Poi non usa mezzi termini per descrivere l’attuale gestione del conflitto. Accusa l’Europa di “vigliaccheria” politica nel fornire armi senza scendere direttamente in campo, prolungando così un’agonia senza fine. “Mandiamo le armi, ma non andiamo in guerra. Gli ucraini continuano a farsi massacrare e noi ad armarli affinché continuino a essere massacrati“, attacca Cacciari, stigmatizzando la via di mezzo europea del logoramento, che non tiene conto della realtà dei fatti.
“Sarà una guerra infinita – avverte il filosofo – L’Ucraina, per conto suo, per quanto noi l’armiamo, non potrà mai sconfiggere la Russia. È pura logica, è matematica“.
Lapidario il suo commento su coloro che danno del “putiniano” a chiunque osi contraddire la narrativa dominante, dallo storico Alessandro Barbero al Fatto Quotidiano: “Come reagire? Basta tenere la testa sulle spalle e lasciar perdere queste chiacchiere e questa propaganda. Il grembo di colei che partorisce utili o inutili idioti, propagandisti, demagoghi eccetera, è sempre fecondo. Non c’è niente da fare“.
E aggiunge: “Quello che ci deve interessare è che chi ci governa, ma anche certi dirigenti della finanza e della tecnologia, comprendano l’importanza del riprendere il filo della trattativa. Il rischio di un conflitto mondiale è pressoché nullo al momento, perché gli Stati Uniti hanno detto con chiarezza che per loro l’Ucraina non è assolutamente determinante. Per loro contano il Medio Oriente, l’Iran e in prospettiva la Cina. Quindi, o giungiamo a un compromesso oppure avverrà che la guerra in Ucraina continua per chissà quanto tempo con distruzioni, morte e feriti”.
Cacciari ribadisce che Putin non arriverà mai a Kiev, né potrà mai occupare l’Ucraina: “La Russia non è più l’Urss. Se avesse quelle ambizioni, verrebbe massacrata. Quindi, non ha nessuna intenzione di scatenare una guerra mondiale“.
Quindi, conclude provocatoriamente che, se non si vuole scegliere la via della diplomazia, l’unica alternativa coerente sarebbe la discesa in campo dell’Europa: “Dobbiamo fare la guerra alla Russia. Non c’è alternativa, perché la Russia non si ritira e contro l’Ucraina vince per forza”
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