Cariati, donna salvata da un infarto all’ospedale Cosentino

  • Postato il 22 gennaio 2026
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Cariati, donna salvata da un infarto all’ospedale Cosentino

Quando la sanità funziona: prima il soccorso all’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati poi il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, donna salvata da un infarto


CARIATI – La storia che stiamo per raccontare parla di emergenza sanitaria e rende giustizia a chi, con professionalità e grande dedizione, ogni giorno si trova in prima linea a combattere per salvare vite umane, a volte con carenza di mezzi e personale. La storia della signora Paola Conversano è emblematica per far comprendere, qualora ce ne fosse bisogno, l’importanza di un presidio sanitario su un territorio carente di tutto, qual è l’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati, chiuso nelle sue funzioni ospedaliere nel 2010 e riaperto di recente (almeno sulla carta), dopo una lunga mobilitazione, dal governatore Occhiuto.

Un presidio che, in passato, ha sempre erogato buona sanità e che continua a farlo seppur in situazioni complesse e in casi dove la tempestività degli interventi può fare la differenza tra la vita e la morte.

QUANDO LA RETE FUNZIONA: DONNA SALVATA DA UN INFARTO

È successo nei giorni scorsi, quando si è presentata al Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Cariati la signora Paola, il cui cuore aveva iniziato a vacillare. Un malore improvviso a casa, la corsa all’ospedale di Cariati accompagnata dai figli Cinzia e Francesco.

Al dottor Sinibaldo Iemboli, con una lunga esperienza nel ramo dell’emergenza – urgenza, sono bastati i primi esami per capire la gravità della situazione. Dopo aver stabilizzato la paziente, ne ha disposto il trasferimento d’urgenza in ambulanza all’Annunziata di Cosenza, dove l’équipe medica è riuscita a salvare la donna.

LA TESTIMONIANZA DEI FAMILIARI

Nel ricordare quel giorno, Cinzia non riesce a trattenere l’emozione: «È successo all’improvviso, la corsa dapprima in ospedale a Cariati e poi d’urgenza a Cosenza è stata un tunnel di sirene e pensieri confusi, di mani strette troppo forte e di una paura che a distanza di anni si rinnovava con mio padre Pasquale: quella di perdere ciò che ami di più.

Ogni secondo sembrava infinito, ogni sguardo diceva più di mille parole. Poi l’attesa, il silenzio, il battito del mio cuore che cercava di tenere il passo con la speranza». Cinzia ricorda poi la felicità sua e del fratello alla notizia che l’intervento era andato bene, il pianto liberatorio, la gioia immensa. «Da quel momento, nulla è più scontato: ogni sorriso di mia madre è un regalo, ogni suo respiro una vittoria».

Adesso che la paura è solo un brutto ricordo, Cinzia e Francesco esprimono un sentito ringraziamento al personale del PPI di Cariati, in particolare al dottor Iemboli che ha agito con tempestività, attenzione e grande preparazione, ponendo in essere tutte le accortezze necessarie.

ESSENZIALE IL PPI DELL’OSPEDALE DI CARIATI

«Grazie all’operato del PPI di Cariati – aggiungono – il reparto di Cardiologia interventistica di Cosenza è stato messo nelle migliori condizioni per intervenire in modo efficace e risolutivo». Anche nei confronti del personale del nosocomio bruzio, Cinzia e Francesco esprimono gratitudine per «l’elevata competenza e professionalità dimostrate durante l’intervento e l’assistenza successiva, e in particolare il dottor Angelo Leone per la dedizione, la professionalità, la chiarezza e l’attenzione riservate a mia madre e noi familiari». Un’esperienza a lieto fine, che conferma la necessità di mantenere e potenziare l’Ospedale di Cariati e gli altri presìdi ospedalieri, in quanto essenziali ad un vasto bacino d’utenza.

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