Carta docente, la nuova avrà meno soldi ma più servizi. Il ministro Valditara: “Da fine mese sarà attiva ed estesa ai precari”

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Scuola
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Carta docente cambia faccia. Ci saranno meno soldi nel borsellino elettronico dei docenti (circa 400 euro) ma più per la formazione (un incremento di 270 milioni) che potranno essere adoperati attraverso le scuole per corsi, personal computer e libri da utilizzare in comodato. “Stiamo aspettando il via libera del Mef: entro fine febbraio, partirà il tutto – annuncia in esclusiva a Ilfattoquotidiano.it il ministro Giuseppe Valditara -. Da 819 mila docenti che godevano del benefit ora saranno oltre un milione. Siamo i primi ad aver ottemperato alla richiesta di estendere la carta anche ai precari con il contratto a fine giugno e agosto. Stiamo ragionando per il futuro anche su una forma di sostegno per gli Ata. Tutto rientra nel pacchetto di welfare che sto portando avanti: assicurazione sanitaria, assicurazione per gli infortuni sul lavoro e durante il tragitto casa-scuola per oltre 1.200.000 lavoratori; scontistiche su treni, voli aerei, spesa. Inoltre il 75% delle sentenze dei ricorsi fatti dai precari che non hanno goduto del benefit negli anni passati è stato eseguito con una spesa di 89 milioni di euro; stiamo concludendo il resto rapidamente”.

Il titolare dell’Istruzione e del Merito ha ottemperato alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha previsto il bonus anche per i contratti fino al 30 giugno e a fronte di queste modifiche non teme la critica di sindacati e opposizioni che puntualmente a fine gennaio (data prevista dalla norma “a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato entro il 30 gennaio di ogni anno, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione della Carta nonché annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti e del personale educativo di cui al primo periodo e delle risorse di cui al comma 123”, Decreto Scuola n. 127/2025) gli hanno tirato la giacchetta.

“Deve avvenire al più presto mantenendo intatto l’intero beneficio”, aveva detto nei giorni scorsi la segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci. “E’ ingiustificabile. Non sono più accettabili ulteriori rinvii”, avevano sottolineato al nostro giornale i vertici della Uil Scuola. “L’estensione della Carta docente ha mandato in tilt il ministero”, sottolineava il coordinatore della Gilda Scuola, Vito Castellana. Ancora più dura la segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi uscita con una nota che diceva: “Lasciare gli insegnanti in questa incertezza a metà dell’anno scolastico dimostra quanto poco valore reale venga attribuito alla qualificazione e valorizzazione del docente”.

Parole alle quali l’inquilino di viale Trastevere risponde ora osservando che la carta si può utilizzare e cumulare per due anni. Valditara ha voluto avere tutti i dati sulla propria scrivania per ragionare sull’utilizzo efficiente dei fondi prima di decidere. Negli ultimi quattro anni, infatti, su un ammontare di un miliardo e 323 milioni di spesa, il 60,56% è stato usato per acquistare hardware e software; il 28% è servito per comprare libri (divulgativi, scolastici, didattici, pedagogici etc), solo il 6% è servito per la formazione. Il 2% è andato per gli spettacoli teatrali; 0,80% per il cinema; 0,19% per le mostre e 0,10% per i musei. Purtroppo si sono anche registrati molti casi di truffa ai danni dello Stato. Da fonti della Guardia di Finanza si registrano centinaia di casi di illeciti: acquisti di TV, elettrodomestici, condizionatori d’aria, con la complicità dei commercianti.

“Le mie scelte – ci dice Valditara- sono il frutto di un ragionamento con dati alla mano. Qual è la finalità della carta docente così come prevista dalla Legge? L’aggiornamento e la formazione del personale docente. E’ necessaria la trasparenza e la salvaguardia delle finalità della norma a tutela dei docenti”. Altro punto: “Spesso e volentieri in passato – continua l’inquilino di viale Trastevere – non sono stati adeguatamente utilizzati i fondi strutturali europei. Per questo abbiamo individuato 270 milioni che andranno alle Scuole per le stesse finalità della carta: i libri e il pc che il docente acquisterà grazie al proprio istituto, li potrà adoperare in comodato d’uso come accade in ogni ufficio pubblico”. Via libera -ovviamente – invece per i “nuovi” accessi alla Carta docente dei precari prima esclusi.

In pratica come funzionerà ora il benefit? Tutti i maestri e professori (a parte i supplenti che sostituiscono per pochi giorni) vedranno entro febbraio apparire l’ammontare di circa 400 euro che potranno ancora essere spesi come oggi per cinema, teatro, musei, mostre, libri, hardware e software e ora anche trasporti. Per l’avvenire chi spenderà i soldi per computer e tablet non potrà più reiterare la spesa per lo stesso motivo per un quadriennio: una misura presa anche per evitare abusi.

Ogni scuola, invece, avrà un “tesoretto” che servirà per la formazione. Come? Se il professore vorrà frequentare un corso di aggiornamento lo potrà fare richiedendolo alla dirigenza che sosterrà la spesa nell’ambito del piano di formazione della scuola. Così per libri, tablet e computer: l’insegnante chiederà agli uffici di acquistare Il mestiere di vivere di Cesare Pavese o un pc e l’istituto provvederà a fornirlo in comodato. Un procedimento che dovrà essere ben oliato nei prossimi mesi: serve evidentemente individuare una procedura semplice per tutti. “Utilizzando i fondi europei per le medesime finalità previste dalla carta docente – precisa Valditara – abbiamo liberato risorse per estendere l’utilizzo del benefit alle spese per trasporti, abbonamenti dei mezzi pubblici o biglietti ferroviari”.

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