Caso mini vitalizi, il Pd lucano ritrova la voce

Il Quotidiano del Sud
Caso mini vitalizi, il Pd lucano ritrova la voce

Mini vitalizi in regione Basilicata, il commissario Manca del Pd attacca la legge dopo le titubanze
e le astensioni del gruppo: «Meloni lo rimuova». Marrese: «Non beneficerò dell’indennità differita»


Il Pd ritrova la voce. E la voglia di indignarsi. Il caso dei mini-vitalizi che da settimane ha acceso il dibattito pubblico e che nelle ultime ore ha portato a due petizioni pubbliche, sembra essere diventato improvvisamente il casus belli del Partito Democratico.

MINI VITALIZI, IL PD LUCANO ORA ALZA LA VOCE

Le parole dure contenute nella nota del commissario regionale Daniele Manca, arrivano dopo l’astensione del suo partito cui tenta di porre freno in un passaggio: «Dopo un confronto con i consiglieri regionali del Pd – Manca chiede – al Governo e alla maggioranza di impugnare la norma e rimuovere un provvedimento truffaldino sotto il profilo della trasparenza e del metodo legislativo, sostenuto dal Presidente Bardi e dalla sua maggioranza – si legge infatti.

IL COMMISSARIO REGIONALE DEL PD MANCA: «CHIEDIAMO AL GOVERNO DI IMPUGNARE LA NORMA»

Per Manca «Questa maggioranza ha smarrito il senso di marcia, guarda esclusivamente al potere e introduce misure utili agli eletti anziché alle famiglie e alle imprese. Una vergogna che chiediamo al Governo di rimuovere – aggiunge. Il provvedimento prevede per gli ex consiglieri regionali prevede una somma pari a 600 euro dal compimento del 65simo anno d’età a fronte del versamento di contributi per gli anni del mandato di circa 570 euro al mese. La Regione ha introdotto la retroattività del meccanismo e la possibilità di coprire la contribuzione richiesta, per l’attuale e le ultime 3 legislature, re-impossessandosi del “contributo di solidarietà” ovvero il 10% dell’indennità base, da 6.600 euro, versato a partire dal 2018 in un fondo destinato a finanziare iniziative sociali meritevoli».

MINI VITALIZI, LE PETIZIONI APERTE

«Un meccanismo che, oltre a scandalizzare l’opinione pubblica, sindacati e associazioni, ha anche portato a due petizioni aperte nel giro di poche ore su “Charge.org”, la prima è “No ai vitalizi dal fondo sociale per i lucani piu’ poveri. dateli ad ospedali e scuole” e l’altra è “No al vitalizio dei consiglieri regionali lucani a danno di disabili e persone fragili”. Un vera e propria sommossa che il commissario regionale del Pd tenta di cavalcare sottolineando in un altro passaggio che la norma è «Senza trasparenza e senza coinvolgimento dei cittadini, introduce un meccanismo che ricorda in modo evidente i vitalizi. La trasparenza e la sobrietà sono principi cardine dell’impegno politico del Pd – aggiunge – e le priorità restano il sostegno alle famiglie, il contrasto alla desertificazione industriale e il rafforzamento dei servizi sociali, sanitari e scolastici».

LE DIFFORMITÀ NELLA NORMA

Manca inoltre segnala le difformità «A partire dall’utilizzo parziale di un fondo istituito per finalità sociali.
Anche la retroattività è insostenibile e priva di conformità costituzionale». Bollandolo inoltre come «Inaccettabile e fuori dal tempo» prosegue «Se si vuole discutere di sistema contributivo lo si faccia con un progetto di legge idoneo, senza retroattività, senza fondi pubblici e a carico dei consiglieri, come già accaduto in altre Regioni».

MARRESE: «NON MI AVVALGO DELL’INDENNITÀ DIFFERITA»

Al ritrovato vigore politico si aggiunge il consigliere Marrese che chiarisce subito: «Non intendo avvalermi della facoltà di beneficiare dell’indennità differita. È una scelta personale e politica, coerente con i principi di sobrietà e responsabilità che devono guidare l’azione di chi ricopre ruoli istituzionali, soprattutto in una fase così difficile per la nostra regione.
Il modello da seguire è quello già adottato in altre regioni: un sistema contributivo interamente a carico dei consiglieri regionali, definito con chiarezza e trasparenza – conclude il consigliere regionale.

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