“C’è un aumento di ansia e autolesionismo nei ragazzi. I genitori fanno danni quando espongono i propri figli ai social media e agli schermi digitali”: così Chris Pratt

  • Postato il 27 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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È nelle sale italiane “Mercy: Sotto Accusa”, un thriller d’azione di stampo sci-fi di Timur Bekmambetov con protagonisti Chris Pratt e Rebecca Ferguson. Nella Los Angeles del prossimo futuro di “Mercy”, l’intelligenza artificiale è stata adottata dalle forze dell’ordine e dal sistema giudiziario per risolvere in modo più efficiente il problema della criminalità e del degrado della città.

Quando il personaggio di Pratt, Chris Raven, si sveglia, scalzo e legato a una sedia elettrica, seduto al centro di una stanza, viene informato da un giudice artificiale delle dimensioni di un IMAX (Ferguson) che ha 90 minuti per dimostrare di non aver ucciso sua moglie (Annabelle Wallis). In questo mondo, i carcerati sono colpevoli fino a prova contraria.

“È un’idea terribile. -ha affermato Chris Pratt a Vanity Fair – Penso che un apparato senz’anima che determina il destino dell’umanità non sia poi così diverso da certi sistemi di governo che sono stati sperimentati in passato e che non hanno funzionato. Credo che sia fondamentale che ci siano esseri umani al centro di queste decisioni. L’umanità non dovrebbe mai essere sottovalutata”.

Il tema dell’intreccio tra digitale e social con la vita di tutti i giorni è sempre attuale: “Credo che tutti i genitori dovrebbero riflettere molto seriamente su quanto espongono i propri figli ai social media e agli schermi digitali. Penso che un giorno guarderemo ai bambini che usano gli schermi come oggi guardiamo alle donne incinte che fumavano sigarette. Il danno che stiamo causando ai bambini in questo momento è reale, è quantificabile, anche se forse non saremo in grado di misurarlo completamente per molto tempo”.

E infine: “Le statistiche sono allarmanti. C’è un libro molto importante di Jonathan Haidt, The Anxious Generation, che lo spiega bene: si parla di aumento dell’ansia, di autolesionismo nei ragazzi. E tutto questo non è un bene per la società. Come genitore, sento fortissimo il bisogno di fare tutto il possibile per evitare che i miei figli siano esposti in modo eccessivo al mondo online”.

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Il Fatto Quotidiano

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