C'è un giudice a Treviso
- Postato il 11 marzo 2026
- Penelope
- Di Libero Quotidiano
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C'è un giudice a Treviso
Otto marzo appena passato e solita retorica sul fatto che deve essere la festa della donna tutti i giorni , che non c'è solo l'8 marzo, che sono stati fatti passi avanti, ma ancora se ne devono fare eccetera eccetera. Però alcune cose vanno dette. Ad esempio. Il Parlamento europeo ha appena approvato la sua relazione sul divario retributivo pensionistico e di genere, chiedendo alla Commissione Ue " un piano d' azione per rafforzare l' equilibrio tra vita professionale e vita privata delle donne e migliorare le condizioni di lavoro e la parità retributiva nei settori a prevalenza femminile" . Il testo ha incassato 458 voti favorevoli, 72 contrari e 98 astensioni. Nella relazione gli eurodeputati sottolineano che il piano d'azione " dovrebbe dare priorità ad investimenti nel prossimo bilancio pluriennale dell'Unione" mirati a " rafforzare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata delle donne" , evidenziando che " i settori a prevalenza femminile sono generalmente meno retribuiti e sottovalutati, nonostante i migliori risultati delle giovani donne" rispetto alla controparte maschile. L'Europarlamento pone inoltre l'attenzione sul fatto che " le donne sono responsabili di una quota sproporzionata di lavoro domestico riducendo la loro partecipazione al mercato del lavoro", fattori che contribuiscono "al divario retributivo e pensionistico di genere". E a proposito di lavoro domestico e di "mansioni femminili" è interessante sapere che un giudice a Treviso ha dato ragione, reintegrandola in ufficio, a una manager della Keyline di Conegliano costretta, durante le riunioni aziendali, a portare il caffé per tutti i colleghi, "in quanto donna" . O almeno questo era ciò che le imponeva il suo capo, sostenendo che fosse compito suo "in quanto donna". In sostanza,il giudice Maddalena Saturnidel Tribunale del lavoro di Treviso ha annullato il licenziamento della professionista veneta lasciata a casa nel luglio del 2024 mentre era incinta. Alla manager è stato riconosciuto un "danno da discriminazione" commesso dai titolari dell'azienda e suoi familiari. Le diceva il capo: "Tu non ti meriti la dirigenza e la posizione da Group Sales Manager, io avrei bisogno di un uomo e per di più con esperienza". E oltre a manifestare l'esigenza di un collaboratore del sesso opposto, le chiedeva intanto di portare il caffé. Ora, di sicuro vanno lette bene le carte del procedimento, ma un primo sguardo alla vicenda, riportata sui giornali, fa già discutere e simpatizzare per la signora, che comunque è stata risarcita con 50mila euro. E questa è forse l'unica notizia nuova di un 8 marzo che ogni anno si ritrova un po' uguale a se stesso: tante celebrazioni, tanti discorsi, e i soliti cortei delle femministe in piazza che ora gridano anche contro la guerra (oltre che contro il governo guidato da una premier donna). Un evento nuovo, però, è di sicuro stato quello ideato da Chiara Tilesi, produttrice, regista e social impact fiorentina di nascita, ma ormai operativa tra l'Italia e gli States. Ebbene, Chiara Tilesi nel 2023 ha ideato la campagna globale I AM con la sua società di produzione cinematografica no-profit We do It Together dedicata alla promozione dell'emancipazione femminile attraverso il cinema e i media. Per questa Giornata Internazionale della Donna 2026 ha illuminato l'iconico grattacielo della Nasdaq a Time Square con una monumentale e suggestiva installazione visiva con le gigantografie di una trentina di attrici e cantanti del calibro di Helen Mirren, Sharon Stone, Marisa Tomei, Diane Warren e le italiane Paola Cortellesi, Bianca Balti, Federica Pellegrini, Giorgia e la stessa ideatrice del progetto Tilesi. Uno straordinario messaggio di unità e impegno costante per promuovere la voce delle donne sullo schermo e oltre, contribuendo ad un più ampio cambiamento nella coscienza collettiva. Le precedenti edizioni della campagna I AM hanno trasformato le principali città in mostre a cielo aperto con proiezioni su monumenti storici di Torino e Roma, tra cui Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e la Mole Antonelliana.
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