Centri sociali genovesi a confronto nel ricordo di Don Andrea Gallo, il convegno a Genova
- Postato il 16 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. È negli spazi del CAP , il Circolo dell’ Autorità Portuale, che il 22 gennaio alle 19 i collettivi della città e gli spazi sociali passati e presenti – Buridda, Aut Aut 357, Zapata, Terra di Nessuno e Pinelli – si confronteranno con le loro esperienze di autogestione.
Un evento aperto a chiunque, a partire da una serie di contributi di Don Gallo sul tema, scovati nell’immenso archivio che diventerà la base di un Centro Studi accessibile e fruibile.
“Questo evento dal titolo “Dalla solitudine alla festa: spazi, autogestione, diritto alla città”- Verso il Centro Studi Don Andrea Gallo – spiegano dalla Comunità di San Benedetto – sarà un momento di pienezza collettiva per capire cosa fare del vuoto (e nel vuoto) che è ancora troppo presente intorno agli spazi sociali, grazie alla condivisione di esperienze, proposte, insieme ai contributi del Gallo nei decenni: centinaia di interventi, interviste e riflessioni. Il materiale è talmente tanto che, come Comunità di San Benedetto al Porto, abbiamo iniziato a collaborare con gratitudine con il Laboratorio di Sociologia Visuale del Disfor, UNIGE, per dare vita a un Centro Studi intitolato proprio a Don Andrea Gallo. Un progetto per rendere fruibile e accessibile l’enorme quantità di contributi che il Gallo ha esposto e ci ha donato in decenni, e portare avanti un’eredità mettendo in pratica il suo pensiero, il suo modo di vedere il mondo, di agire. Per andare verso il Centro Studi partiamo proprio da un evento con gli spazi sociali al centro; spazi che sono stati e sono tutt’ora oggetto, a livello locale e nazionale, di repressione e sgomberi. Ogni realtà ha scelto uno dei contributi in archivio, quello che sente più vicino, e ci ha lavorato sopra per un confronto aperto e collettivo con la città”.
“I luoghi più vitali della politica sono i centri sociali, che frequento ormai da anni. È in quei luoghi
che si sta elaborando un’alternativa. I ragazzi che li animano sono stati gli unici attori politici in
grado di cogliere appieno il senso del termine disobbedienza civile.” scriveva Don Gallo in
“Angelicamente anarchico”, del 2005, e questa è una delle riflessioni che i collettivi e gli spazi
sociali coinvolti nell’evento del 22 gennaio sono stati chiamati a commentare, analizzare,
completare con il loro peculiare sguardo.