Cervelli da campioni: perché sono superiori a noi

  • Postato il 19 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Cosa rende gli atleti d'élite così superiori (nello sport) a noi comuni mortali? Non si tratta solo di forza fisica e capacità tecniche: i campioni sono in grado di prendere decisioni cruciali per il gioco anche quando si trovano sotto pressione, capendo al volo la situazione e agendo in millesimi di secondo. Possiedono, cioè, abilità percettivo-cognitive superiori alla media: sono abilità che si possono apprendere? O sono innate? Entrambe le cose, spiega l'esperta Mallory Terry in un articolo di The Conversation.. Veloci a scegliere. I ricercatori studiano queste particolari abilità attraverso un test chiamato tracciamento di oggetti multipli (multiple-object tracking, MOT), che prevede di tenere sotto controllo un piccolo numero di punti in movimento su uno schermo, ignorando gli altri. Il test esamina attenzione, memoria, e capacità di ignorare le distrazioni; in questa prova, gli atleti d'élite ottengono sempre punteggi di gran lunga superiore ai non atleti. Ciò che sembra distinguerli non è il fatto che assimilino più informazioni, ma che trattengano rapidamente quelle più importanti: «questa efficienza può alleggerire il carico mentale, consentendo loro di prendere decisioni migliori e più rapide sotto pressione», spiega Mallory Terry.. Come allenarsi? Terry ha cercato di capire quali fossero leabilità percettivo-cognitive chiave nello sport, e come (se si può) migliorarle: la risposta è più complessa del previsto, perché gli studi non danno risposte univoche e non c'è ancora una via chiara da seguire per allenare al meglio queste capacità. Dalla sua analisi emerge che è fondamentale essere esposti a diversi stimoli, sia cognitivi sia motori, allenando l'abilità di prendere decisioni rapide sotto pressione fisica in un ambiente che imiti la situazione di gioco reale. Tradurre tutto questo da studi di laboratorio in vero e proprio allenamento è la sfida più grande: quel che è certo, conclude, è che «l'allenamento percettivo-cognitivo dev'essere un complemento all'allenamento specifico dello sport, e non un suo sostituto»..
Autore
Focus.it

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