Che auto guida Alessandro Borghese, il bolide nel suo garage è un mito da pista

  • Postato il 8 marzo 2026
  • Curiosità
  • Di Virgilio.it
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Mentre 4 Ristoranti volge alla conclusione sul Nove, tra volti confermati e ribaltati, lo show di Alessandro Borghese in auto continua. Per lo chef più rock della TV italiana quella dei motori è una passione che si tramanda di generazione in generazione, senza soluzione di continuità. Nel linguaggio della famiglia la vocazione su strada ha preceduto di gran lunga la passione gastronomica.

Il legame dello chef con il motorsport ha radici profonde e nobili, iniziata dal nonno Vincenzo, uno abituato a sfidare il pericolo sulle Stanguellini, le vettura da corsa artigianali nate a Modena, e proprio sul circuito perse la vita. Eppure, il credo della velocità ha contagiato il padre, Luigi Borghese, pilota motociclistico di regolarità salito in sella di pezzi leggendari a marca Harley-Davidson, Suzuki, Yamaha e Ducati, e per quanto riguarda Alessandro il colpo di fulmine è scattato già dall’infanzia, quando in compagnia del padre assisteva ai Gran Premi in televisione.

Mito da pista: il prezzo

Prima ancora di imparare a bilanciare i sapori di un piatto, Borghese ha imparato a conoscere la meccanica. Da ragazzino, la sua curiosità lo spingeva a smontare e modificare qualsiasi cosa avesse una ruota, dai motorini alle biciclette, spinto dal desiderio di capire come “migliorare” la macchina. La ricerca ossessiva dell’armonia in pista prosegue ancora oggi sulla Porsche GT3, come racconta a Top Gear Italia: se gli impegni glielo permettono, Alessandro si concede volentieri delle spettacolari uscite sulla quattro ruote tedesca.

La predilezione affonda su valide presupposti: è l’incarnazione più pura del DNA racing di Stoccarda trasposto su strada. Sotto il cofano pulsa il leggendario 6 cilindri boxer aspirato da 4.0 litri, un propulsore capace di urlare fino a 9.000 giri/min e scaricare a terra 510 CV. Nella sua attuale generazione, la Porsche da corsa ferma il cronometro nello 0-100 km/h in soli 3,4 secondi, toccando una velocità massima di 318 km/h. In virtù dell’aerodinamica estrema e del telaio derivato dalle competizioni, la GT3 tocca vette qualitative rare e non sorprende che il prezzo superi i 200.000 euro.

Nel ruolo di guidatore Alessandro Borghese si trova talmente bene da essere spesso lui al volante del celebre furgone di 4 Ristoranti durante le lunghe trasferte attraverso l’Italia. Non soffre l’idea di prendere il comando del veicolo, al contrario lo scuote, memore dei pomeriggi passati ad ammirare i miti del motorsport, motivo per cui non si risparmia delle incursioni ai paddock della MotoGP, magari affiancato dall’amico Max Biaggi. Per Alessandro Borghese, la cucina e i motori vivono della stessa energia viscerale fatta di adrenalina e intuizione. In entrambi i mondi, il segreto resta il ritmo: saper sentire quando è il momento di cambiare marcia, quando rallentare e quando spingere al massimo per trovare “l’imperfezione perfetta”.

Il fenomeno di 4 Ristoranti: un viaggio infinito

Lo show che lo ha consacrato al grande pubblico, Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, è in fondo l’estensione naturale della sua doppia anima. A bordo del suo van, lo chef trasforma la competizione gastronomica in un vero racconto “on the road”. Da un lato dà sfoggio alla tecnica, dall’altro lascia che sia l’istinto a prevalere: l’importante è saper gestire la propria traiettoria con passione e carattere.

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