Chi è Eliot Spizzirri, l'americano che s'è rivelato tardi al mondo ATP e che adesso sfida Sinner senza paura

  • Postato il 22 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ricordate la storia del sogno americano? È un po’ quella che si vede in mille pellicole da Hollywood a scendere: il ragazzino protagonista è solitamente il più sfortunato di tutti, quello che non se lo fila nessuno, ma che poi a piccole dosi e passando spesso per vie traverse vede la propria strada spalancata e il successo apparirgli a stretto giro di posta. Una storia che magari può servire per capire meglio chi è Eliot Spizzirri, 24 anni compiuti da poco più di un mese, per la prima volta in carriera capace di superare due turni in un torneo dello slam. Anche se adesso il compito che lo attende è di quelli improbi per davvero: battere Jannik Sinner lo proietterebbe in una dimensione mai vista prima. Ma servirà ben più di un’impresa.

Spizzirri è la bestia nera di Fonseca: non un brutto vizio…

Di sicuro c’è che Eliot poco o nulla avrà da perdere. Anche se qualcuno giustamente lo riterrà comunque capace di fare qualcosa di importante: non si batte Joao Fonseca in quattro set a cuor leggero, anche se poi contro il cinese Wu c’è stato da sgobbare, e nemmeno poco, col successo arrivato dopo 5 set tiratissimi. Ecco, magari un po’ di fatica Spizzirri strada facendo la incontrerà, specie pensando all’ipotesi (probabile) che contro Sinner si ritroverà a giocare nel turno pomeridiano, quando cioè in Italia sarà notte fonda.

Ma è innegabile che le motivazioni non mancheranno: con un best ranking vicino alla top 70 mondiale in arrivo (prima di sbarcare nell’emisfero australe bazzicava intorno alla 100), il 24enne nativo di Greenwich, comune di 60mila anime nel Connecticut (nulla a che vedere con il famoso meridiano: quello lì si chiama Greenwich come il quartiere che ospita il Royal Observatory di Londra, dove è stata tracciata la linea del meridiano stesso), si ritroverà a disputare la partita più importante della carriera, probabilmente nell’iconica Rod Laver Arena. Già questo ha tutta l’aria di essere un bel premio per la trasferta australiana, ma se poi dovesse arrivare pure altro…

Il precedente a Flushing Meadows con Luciano Darderi

Spizzirri non è certo il nome più conosciuto tra quelli dei 15 tennisti statunitensi che assiepano la top 100 mondiale. Dire emergente non è sbagliato, anche se poi l’età non è quella che ci si aspetterebbe, vedendo i risultati ottenuti nel recente passato.

A Melbourne aveva mancato la qualificazione nella passata edizione, mentre stavolta è entrato direttamente nel main draw, come già gli era capitato di fare agli US Open lo scorso agosto (ma accreditato di una wild card), quando battendo Dostanic (altra wild card) s’era spinto per la prima volta al secondo turno in un torneo dello slam, poi battuto da Luciano Darderi in 4 set. Con gli italiani peraltro ha un bilancio di 4 vittorie e tre sconfitte nei 7 precedenti disputati, quasi tutti a livello Challenger (le ultime due sfide, entrambe vinte, contro Zeppieri e Passaro a Brest lo scorso ottobre).

I doppi con Shelton, le vittorie nei Futures e nei Challenger

Spizzirri è uno dei tanti giocatori americani usciti fuori dal mondo NCAA, dal quale s’è affrancato del tutto a partire dal 2024, quando ha deciso di diventare esclusivamente un giocatore professionista. Fino a quel momento aveva alternato apparizioni in Futures e Challenger alle competizioni collegiali, tra l’altro prendendosi anche belle soddisfazioni in doppio, spesso in coppa con Ben Shelton.

La vera svolta è arrivata un paio d’anni fa, affacciandosi nel circuito ATP intorno alla posizione numero 800 al mondo. I successi nel mondo ITF gli hanno permesso di scalare il ranking e presentarsi a Newport, nel luglio del 2024, per la prima volta nel tabellone principale di un torneo 250 (batté l’australiano Li Tu, fermandosi al turno successivo contro Vukic). La qualificazione agli US Open 2024, battendo peraltro nel terzo turno proprio Joao Fonseca, fu il momento di non ritorno.

I Challenger vinti a San Diego (in finale contro Mackenzie McDonald) e a Jingsham (contro l’australiano Alex Bolt) lo hanno fatto conoscere al grande pubblico, che l’ha ritrovato prima della fine della stagione nei quarti a Bruxelles (ko. con Auger-Aliassime) e poi al secondo turno ad Atene, battuto da Nuno Borges. Anticamera di un 2026 nel quale i quarti li ha raggiunti a Auckland, prima di fermarsi con Maroszan.

Come gioca Spizzirri? Solido e continuo, sembra un terraiolo…

Spizzirri ha chiare origini italiane: la sua famiglia è originaria della Calabria, anche se lui di italiano (per sua stessa ammissione) ha ben poco. Da piccolo amava Federer, che è stato il giocatore che l’ha ispirato più di ogni altri. Gioca un tennis solido, senza particolari picchi ma con grande costanza, avvezzo agli scambi lunghi e con un rovescio a due mani spesso utilizzato per sorprendere l’avversario. Insomma, ha caratteristiche che ben si sposano con la terra, ma di fatto ha quasi sempre e solo giocato sul veloce, e sul rosso la prova del nove arriverà semmai a primavera.

Con Sinner per lui sarà letteralmente un salto nel vuoto: non ha mai affrontato un top 10 in carriera, ma non avrà nulla da perdere, semmai solo da imparare. E chissà se l’aria del “quasi” derby non possa galvanizzarlo a tal punto da spingersi oltre i propri limiti…

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Virgilio.it

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