Chi è James Duckworth, l'avversario di Sinner agli Australian Open unico capace di far perdere il controllo a Jannik

  • Postato il 21 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Per i suoi 34 anni, James Duckworth scarterà il primo regalo sulla Rod Laver Arena degli Australian Open 2026, quando si troverà su quel campo nel torneo più rilevante dell’inizio stagionale contro il numero 2 del ranking mondiale, Jannik Sinner. Non sarà un inedito assoluto. Gli scontri diretti esplicitano anche l’evoluzione delle qualità del campione altoatesino, ma anche l’aspetto e la componente emotiva e quanto sia mutata, finita sotto controllo, educata con il trascorrere del tempo. Jannik è diverso.

James Duckworth, il prossimo avversario di Sinner agli AO

Il 24enne azzurro ha chiuso il suo debutto concedendo solo tre giochi a Hugo Gaston, che a inizio terzo set ha deciso di ritirarsi a causa delle sue condizioni, abbandonando in lacrime il campo. Contro Sinner vedremo, di nuovo, Duckworth attuale 88esimo del ranking mondiale che festeggerà il suo compleanno con Sinner dall’altra parte della rete.

Comunque vada, sarà un successo. Perché l’australiano sarà lì, dopo nove interventi chirurgici che hanno messo il suo corpo alla prova e che hanno contribuito a disegnare una carriera complicata, difficile e di indubbia sofferenza.

Non è un primato, ma la constatazione che lo sport soddisfa, appaga ma ha il suo presso. Per lui ha significato con 9 operazioni chirurgiche: piede destro (tre), gomito (altrettante), spalla (due) e anca (una). L’ultima al piede era di tale entità che c’è stato chi ha dubitato potesse tornare “operativo”. Tanto dolore, tanta gloria. E ciò qualunque sia l’esito della sua prestazione di giovedì 22 gennaio, in quel di Melbourne.

I precedenti contro Sinner: il caso del 2021

A Duckworth va riconosciuto un merito, che il sito ufficiale dell’ATP Tour ci suggerisce, di aver superato all’ATP Masters 1000 Canada nel 2021 il giovane favoloso del tennis italiano. Sul cemento indoor di Colonia, nel 2020, un Jannik ancora teenager vinse per 6-1 6-, poi in Canada, Duckworth si vendicò strappando il successo per 6-3 6-4. Poco male, perché poche settimane dopo Jannik si vendicò a sua volta sul cemento al coperto in quel di Sofia, dove ebbe la meglio per 7-6(4) 6-4.

Quella sfida ha mostrato un lato del tennista altoatesino, rivedendo le immagini dell’epoca, che oggi pare addomesticato, educato a gestire un’emotività che altrimenti rischierebbe di divenire dominante, sopraffare il giocatore nei momenti di passaggio. Allora Sinner si abbandonò a un’espressione volgare di reazione al “Come on!” dell’avversario, capace di mettere a segno con un dritto. L’autocontrollo che ci ha abituati a osservare, nel gioco, allora non era affatto così maturo, plasmato dalla convivenza con la tempesta emotiva che lo abita sempre. Ma che cela.

La nonna campionessa Slam

Tornando a James Duckworth, il tennista nasce a Sydney il 21 gennaio 1992, in un contesto di estrema familiarità con la racchetta. Sua nonna Beryl Penrose è stata una delle protagoniste della sua epoca con quattro titoli all’Australian Open, quarti di finale al Roland Garros in singolare, due penultimi atti sempre a Parigi in doppio e in questa specialità raggiunse le semifinali anche a Wimbledon. I suoi idoli sono i migliori tennisti della sua giovinezza, Lleyton Hewitt e Pat Rafter, che lo ispirano.

La carriera: gli inizi e il primo intervento

A sedici anni incomincia a giocare davvero, grazie a qualche wild card da Tennis Australia per vivere le prime esperienze nei tornei importanti organizzati nel suo Paese. Nel mentre, frequenta l’università e si spinge sino alla semifinale del Roland Garros, a livello Slam ottiene qualche altro buon piazzamento e si siede così sulla settima piazza mondiale nella classifica junior. La svolta nel 2011. Da 700 e passa arriva grazie ai risultati nella top 300 e si appresta così a lasciare il periodo da teenager nella speranza di sfondare nel tennis che conta.

L’anno dopo si migliora, ma a fine anno è costretto a operarsi al gomito destro e difatti la stagione successiva non riesce a fare un salto definitivo. Supera il tabellone cadetto sia al Roland Garros che a Wimbledon, disputa la prima finale in un Challenger, raggranella una manciata di risultati a livello Future, ma qualcosa ancora non va. Incomincia davvero il suo calvario e la sequenza di interventi a cui accennavamo. Roger Federer lo batte all’esordio all’Australian Open a inizio 2014, stagione nella quale intasca 2 tornei Challenger su 3 finali disputate.

Si riprende nel 2019, a ridosso dello stop derivante dalla pandemia. Il 2021, però, fino ad ora rimane la sua migliore stagione: il terzo turno a Wimbledon dove perde da Lorenzo Sonego, ottavi in Canada e si ferma contro Daniil Medvedev, vince l’ennesimo titolo Challenger, approda nella sua (fino ad ora) unica finale ATP a Nur-Sultan e a fine stagione si fa strada fino ai quarti di finale nel 1000 di Parigi, nei quali viene fermato da Hubert Hurkacz. La classifica diventa da top 50.

Il presente con nove operazioni

Duckworth arriva al suo 34esimo compleanno con 74 vittorie e 122 sconfitte nei main draw del circuito maggiore, 31 finali Challenger disputate (17-14 il bilancio) e un record di 0 affermazioni e 16 insuccessi contro i top 10. Contro Sinner i precedenti sono eloquenti. Lo stato fisico dimostra una tempra non comune, un esempio di determinazione importante.

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