“Chiara trovò le foto porno nel pc di Alberto Stasi la sera prima dell’omicidio, ora c’è la certezza”: le nuove analisi dei consulenti della famiglia Poggi
- Postato il 16 gennaio 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
- 3 Visualizzazioni
La sera del 12 agosto 2007, il giorno precedente l’omicidio a Garlasco, Chiara Poggi “aprì quella cartella chiamata ‘militare‘ coi file pornografici catalogati” dal fidanzato Alberto Stasi e vide in anteprima alcune di quelle numerose immagini. Lo spiega l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, uno dei legali della famiglia della 26enne uccisa a Garlasco, rendendo noti i risultati del nuovo “approfondimento informatico“, effettuato dai consulenti della famiglia Poggi (Paolo Reale e gli informatici Nanni Bassetti e Fabio Falleti).
I 10 minuti della sera precedente il delitto
Grazie alle nuove analisi informatiche – spiegano i legali e i consulenti della famiglia Poggi – si è acquisita “la certezza” che Chiara abbia potuto vedere quella sera, prima di essere uccisa, “l’anteprima” di quelle immagini, mentre nel corso dei processi a carico di Stasi era sempre stato “un tema controverso“. A questo si è arrivati grazie all’utilizzo di “nuovi software, che hanno consentito, attraverso le analisi sulla copia forense” del pc di Alberto Stasi, “di acquisire un dato di assoluta certezza”, ossia che, quando lui si allontanò “quella sera” del 12 agosto 2007 “per 10 minuti“, Chiara “aprì quella cartella” con “7mila foto catalogate per generi e anche immagini amatoriali realizzate da Stasi”. Quella sera del 12 agosto, come era emerso dai processi, l’ex bocconiano si era allontanato per dieci minuti da casa di Chiara, verso le 22, per andare a casa sua a controllare che il cane stesse bene e non fosse spaventato dai tuoni. In quei minuti Chiara avrebbe visto l’anteprima di quelle immagini nel pc di Alberto. Un fatto che, fino a oggi, è sempre “rimasto un dubbio” e che, secondo i legali della famiglia Poggi, viene adesso provato.
La richiesta di incidente probatorio
Per questa ragione la nuova consulenza verrà depositata ai pm di Pavia, che hanno riaperto le indagini su Andrea Sempio. I legali dei Poggi chiederanno poi alla Procura che proponga istanza al gip di incidente probatorio per effettuare, con un perito terzo, quelle stesse analisi sul materiale informatico e “cristallizzarle” come prova. Dalle nuove analisi, ha chiarito Tizzoni, viene “smentita” anche l’ipotesi ventilata di cancellazioni di alcuni dati dal telefono dei Poggi e poi che la cartella di un video di Chiara e Alberto sarebbe stata aperta “dopo una determinata data”. Smentita, dunque, secondo il legale, pure “la teoria” che qualcuno potesse aver visto quel video intimo dei due giovani.
Il percorso del file
“I nuovi software consentono di leggere completamente, come in una sorta di ‘tom tom’ il percorso di un file aperto di recente e in questo caso siamo riusciti a leggere quella parte rimasta illeggibile per anni” spiega il consulente Bassetti. “Il risultato è stato confermato con l’utilizzo di più software open source e accertano che quella sera è stata aperta la cartella ‘militare’ che conteneva a sua volta ‘nuova cartella’ e quindi – è questa la novità – il file senzanome.bmp. L’averlo trovato ci dice con certezza che Chiara ha visto i fotogrammi dell’anteprima delle immagini pornografiche”, aggiunge l’esperto che ha ricreato ‘virtualmente’ il computer di Stasi. “Il nuovo software è stata come la ‘stele di Rosette’ e ci ha permesso di leggere un dato rimasto finora illeggibile. Trovare questo file senza nome è stato anche un colpo di fortuna perché il computer di Stasi è stato ‘bombardato‘ da un accesso che non ha seguito le corrette procedure” conclude Bassetti.
La sentenza e il movente
Ma perché, per i legali della famiglia Poggi, si tratta di una novità molto rilevante? Nella sentenza del processo d’appello bis – che ha condannato Stasi a 16 anni di carcere – giudici della Corte d’Assise d’appello di Milano hanno lasciato un mistero sul movente dell’omicidio. Lo studente agì “senza fatica e senza alcuna pietà”, massacrò la sua fidanzata con vari colpi, ma “per un motivo rimasto sconosciuto“, poi tornò a casa “facendo le sole cose che potesse fare, quelle di tutti i giorni: ha acceso il computer, visionato immagini e filmati porno, ha scritto la tesi, come se nulla fosse accaduto”, si legge nel testo della sentenza. Ma la “passione” di Alberto “per la pornografia” – scrivevano i giudici – avrebbe potuto “provocare discussioni, anche con una fidanzata di larghe vedute”. Diventando così “una presenza pericolosa e scomoda, come tale da eliminare per sempre dalla sua vita di ragazzo perbene”.
I Poggi: “Si cerca di riabilitare l’assassino”
“Si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione”, hanno affermato in una nota gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi. “Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale ad una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi” concludono i legali.
La Cassazione conferma il no al sequestro dei dispositivi dell’ex pm Venditti
Intanto, su un altro fronte sempre collegato a Garlasco, la Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Brescia contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che, il 17 novembre, ha annullato, anche il secondo decreto di sequestro dei pm, eseguito il 24 ottobre, dei dispositivi, tra cui telefoni, pc e tablet, dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti indagato nel filone che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari. Di fatto, dunque, con il “rigetto totale” del ricorso dei pm la Suprema Corte ha confermato il no al sequestro del Riesame: non erano state indicate parole chiave per le analisi e l’arco temporale era troppo ampio. Il Riesame aveva annullato il decreto di sequestro probatorio della Procura bresciana del 24 ottobre, dopo l’annullamento del precedente sempre nell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari che vede indagato anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Decisione che aveva riguardato anche il sequestro sui dispositivi degli ex carabinieri pavesi Giuseppe Spoto e Silvio Sapone. I giudici avevano ordinato per tutti e tre la “restituzione” di “tutti i beni sequestrati”, assieme “ai dati eventualmente già estrapolati”. Il legale Aiello, in particolare, aveva fatto notare che, oltre all’assenza di gravi indizi di colpevolezza, la Procura anche nel secondo decreto sul caso Garlasco non aveva indicato parole chiave per effettuare le analisi sui dispositivi, volendo portare avanti una ricerca a tappeto ed estesa a livello temporale per 11 anni, dal 2014, quando il magistrato divenne procuratore aggiunto a Pavia, fino al 2025. Tesi accolta dai giudici del Riesame. Oggi è stato depositato il dispositivo della Cassazione, sesta sezione penale, che boccia il ricorso della Procura del 3 dicembre.
L'articolo “Chiara trovò le foto porno nel pc di Alberto Stasi la sera prima dell’omicidio, ora c’è la certezza”: le nuove analisi dei consulenti della famiglia Poggi proviene da Il Fatto Quotidiano.