Chiavi in auto e portiere aperte, cosa dice la legge: rischio furto e sanzioni

  • Postato il 2 gennaio 2026
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  • Di Virgilio.it
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Lasciare l’auto con le chiavi dentro e le portiere sbloccate è uno di quei comportamenti che la normativa tratta come una mancanza di cautela durante la sosta. Oltre al rischio furto, la conseguenza è una potenziale sanzione e, se succede qualcosa, ripercussioni anche sul fronte assicurativo.

L’ordinamento pretende che l’automobilista adotti le cautele minime per evitare che il veicolo venga usato da terzi senza consenso perché un’auto incustodita con le chiavi nel cruscotto è un bene esposto e se finisce in circolazione nelle mani sbagliate può trasformarsi in un problema per tutti.

Se da un lato questi atteggiamenti comportano una sanzione da parte delle forze dell’ordine, dall’altro hanno ripercussioni sul piano assicurativo con la possibilità di non ottenere il risarcimento. Lasciare l’auto con i finestrini abbassati può essere interpretato come una condotta che agevola il furto del veicolo e la compagnia assicurativa può rifiutare il pagamento dell’indennizzo.

Lo stesso principio vale quando le chiavi vengono lasciate all’interno dell’auto: anche questa scelta può essere considerata una grave negligenza e portare alle stesse conseguenze. Non a caso, quando viene denunciato il furto di un veicolo, l’assicurazione richiede sempre la consegna di tutte le chiavi in dotazione per verificare che non ci siano state condotte tali da compromettere la copertura assicurativa.

L’obbligo di opportune cautele in sosta

Il perno giuridico è il comma 4 dell’articolo 158 del Codice della Strada secondo cui durante la fermata e la sosta il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti e a impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso.

Questa frase è volutamente ampia perché non elenca un catalogo di gesti obbligatori, ma fissa un principio elastico che si adatta ai casi concreti e copre situazioni come la vettura lasciata aperta, il finestrino abbassato o la chiave rimasta nell’abitacolo.

Non serve che il furto si realizzi affinché la condotta sia contestabile perché la violazione sta già nel lasciare il veicolo in una condizione che agevola l’uso non autorizzato cioè nel non aver adottato quelle cautele che la norma pretende.

Nella prassi applicativa, lasciare l’auto in sosta senza le dovute cautele può portare a una sanzione amministrativa tra 42 e 173 euro. Il legislatore considera il comportamento un modo di aumentare il rischio e lo scoraggia con una sanzione.

L’articolo 158 del Codice della Strada contiene molti divieti e ipotesi diverse. Quando si leggono importi e riferimenti, bisogna sempre distinguere tra il principio generale delle cautele (comma 4) e altre violazioni previste nello stesso articolo, che hanno sanzioni diverse.

La questione dell’assicurazione

La parte più preoccupante dal punto di vista economico non è solo la multa ma ciò che succede se l’auto viene rubata o se qualcuno la usa e provoca danni. In quel momento entra in scena il concetto di colpa grave. Il riferimento normativo è l’articolo 1900 del Codice civile: stabilisce che l’assicuratore non è obbligato per i sinistri cagionati da dolo o da colpa grave del contraente o dell’assicurato, salvo patto contrario per i casi di colpa grave.

Tradotto in lingua quotidiana, se la compagnia assicurativa riesce a sostenere che il proprietario dell’auto ha reso il furto troppo facile lasciando le chiavi in auto o la vettura apertissima, può provare a negare o ridurre l’indennizzo perché sposta l’evento dalla sfera dell’imprevedibile a quella dell’imprudenza marcata.

Non è un automatismo che scatta sempre nello stesso modo perché contano le clausole del contratto e le circostanze concrete, però è un rischio reale ed è il motivo per cui queste vicende finiscono in contestazioni e reclami.

L’assicurazione accetta di coprire un rischio ma non di coprire la scelta di consegnare di fatto l’auto al primo che passa perché quello non è più rischio, è agevolazione.

La condotta può cambiare l’esito economico

Sul piano etico e penale il ladro resta responsabile e nessuno lo mette in dubbio, ma nel rapporto assicurativo a contare è quanto la condotta abbia inciso sulla probabilità e sulla facilità del furto. Ecco allora che lasciare le chiavi in auto o il veicolo aperto può diventare l’argomento con cui la compagnia prova a qualificare il comportamento come negligenza grave e a opporsi al rimborso.

La differenza è evidente: una cosa è subire un furto con un’auto chiusa e protetta, un’altra è subire un furto senza effrazione perché la chiave era già lì. Quando l’auto viene rubata e poi usata da terzi per commettere reati o provocare incidenti, il tema è quello della gestione delle conseguenze e delle responsabilità connesse alla circolazione.

In generale la Rc auto è pensata per tutelare i terzi danneggiati, ma possono aprirsi scenari in cui ti viene chiesto di dimostrare tempestività nelle comunicazioni, correttezza nella denuncia e coerenza nella ricostruzione, perché ogni incertezza complica la filiera tra forze dell’ordine, compagnia e pratiche amministrative.

L’avviso del sinistro non è facoltativo

Quando ci si accorge di un furto o di un danno collegato a un uso illecito, oltre alla denuncia alle autorità c’è un obbligo civilistico da rispettare. L’articolo 1913 del Codice civile impone all’assicurato di dare avviso del sinistro entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o da quando ne ha avuto conoscenza.

Questo passaggio impatta sulla gestione dell’istruttoria, sulla possibilità di verifiche e sulla credibilità procedurale quando la compagnia valuta il caso. In altre parole, se si è già un punto debole di partenza (chiavi dentro e portiere sbloccate) non ci si può permettere una gestione lenta o confusa perché si rende più facile qualsiasi contestazione.

Molti episodi nascono in modo banale perché l’auto resta aperta per pochi minuti mentre si compra un pacchetto di sigarette, si prende un caffè al volo e il guidatore si convince che il breve tempo equivalga a sicurezza. Il problema è che la legge ragiona in termini di cautele, non in termini di durata della distrazione e la strada ragiona in termini di opportunità: se qualcuno vede un’auto con le portiere aperte può agire in pochi secondi. In questo senso, la sosta brevissima è il contesto perfetto per un furto rapido.

Anche lasciare l’auto semi-aperta è un problema

Un altro fraintendimento è pensare che la contestazione scatti solo se l’auto viene rubata mentre la logica dell’articolo 158 è preventiva: chiede di impedire l’uso non autorizzato e di evitare condizioni che possano causare incidenti.

Quindi la porta non chiusa, il finestrino abbassato, la chiave lasciata nell’abitacolo o nel quadro sono tutte situazioni che hanno la stessa idea di base: il conducente non ha fatto il minimo necessario per custodire il mezzo.

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Virgilio.it

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